L’Italia non cresce più: PIL segna 0,0%

Alert Italia: il PIL del 2° trimestre 2019 segna 0,0%. Il pericolo di una nuova recessione tecnica è reale?

L'Italia non cresce più: PIL segna 0,0%

Italia: il PIL del 2° trimestre 2019 ha sorpreso tutte le attese degli analisti che avevano sin da subito stimato una nuova contrazione dell’economia nostrana, il tutto dopo la crescita (limitata) del periodo gennaio-marzo.

Lo scetticismo di quanti avevano già posto le basi per una nuova recessione è stato (almeno in parte) limitato dall’odierna rilevazione Istat che comunque non ha lasciato ben sperare.

Il PIL dell’Italia riferito al 2° trimestre 2019 ha registrato una variazione nulla dello 0,0% sia su base trimestrale che su base annua. Per dirla in altre parole, l’economia non è cresciuta ma non si è nemmeno contratta. I mesi di aprile-giugno sono stati caratterizzati da un’evidente stagnazione.

Niente di nuovo, ha commentato Lucio Poma, responsabile scientifico industria e innovazione di Nomisma:

“In fondo, la crescita dello 0,1 del primo trimestre 2019 sopraggiungeva a seguito di un calo del -0,1 del trimestre precedente: di fatto la crescita registrata era già nulla. Dal secondo trimestre del 2018 il PIL non si è mosso. La questione non si gioca sul numero dopo la virgola: che la crescita sia del +0,2 o del -0,1 non cambia di molto la sostanza dei fatti. Da anni questo paese non cresce come dovrebbe.”

In termini tendenziali, ha fatto notare l’Istat, si è comunque registrata una lievissima accelerazione (la crescita zero parte a -0,1%).

Italia, PIL 2° trimestre 2019: flessione scampata

I timori degli esperti sul PIL dell’Italia sono risultati tangibili e il mercato ha continuato a prezzare una flessione come quella di fine 2018: in quel caso, dopo due rilevazioni consecutive in calo, il Paese è finito in recessione tecnica.

Nello specifico, gli esperti avevano guardato con scetticismo sia alla variazione trimestrale che a quella annua. Nel primo caso essi avevano stimato un calo dello 0,1%, da confrontare con il +0,1% dell’ultima rilevazione.

Nel secondo caso (riferimento tendenziale) avevano invece parlato di un calo dello 0,2%, più corposo rispetto al -0,1% precedente. La variazione nulla ha comunque deluso.

Il citato Poma ha ricordato che l’Italia è una delle economie più importanti del mondo e dovrebbe crescere almeno del 2% ogni anno e non abituarsi alla stagnazione. Le questioni da affrontare, per Nomisma, sono oggi due:

“La prima è la necessità di una ristrutturazione dell’intera catena del valore della manifattura, soprattutto alla luce delle potenzialità offerte dall’Industria 4.0. La seconda, è il ruolo dello Stato come attore chiave, di fronte a scelte e indirizzi di politica economica e industriale in contesto di globalizzazione a più polarizzazioni, scenario in cui gli accordi tra paesi giocano un ruolo sempre più determinante”.

Ancora una volta, insomma, le rilevazioni sul PIL dell’Italia hanno lasciato emergere i timori di un mercato ancora scottato da quanto accaduto a fine 2018. Lo spettro della recessione ha tenuto e continuerà a tenere con il fiato sospeso, anche a fronte dell’odierno 0,0%.

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