Iran: accordo sul nucleare raggiunto. Meno sanzioni ma più ispezioni. I dettagli

L’Iran e le sei potenze mondiali coinvolte nelle trattative annunciano l’arrivo di un accordo storico sul nucleare. Attesa per la dichiarazione ufficiale congiunta del ministro degli Esteri iraniano Zarif e Federica Mogherini.

Iranian and Western diplomats confirm: Formal nuclear deal reached

Dopo due settimane di negoziati, quattro proroghe delle scadenze e un’intera notte di trattative, l’Iran e le sei potenze mondiali coinvolte dichiarano che un accordo storico sul nucleare è ormai una questione di ore.

L’Iran e i diplomatici occidentali hanno confermato martedì mattina che è stato raggiunto un accordo formale.
I ministri degli esteri di Iran, Unione europea, Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania terrano tra poco una sessione conclusiva presso la sede delle Nazioni Unite a Vienna, per poi annunciare di aver raggiunto un accordo in via ufficiale.

Il ministro iraniano degli Esteri, Mohammad Javad Zarif, e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri Federica Mogherini terranno una dichiarazione congiunta sui punti salienti dell’accordo.

La delegazione iraniana e i rappresentanti delle sei potenze mondiali parteciperanno poi a conferenze stampa separate.

L’accordo sul nucleare da 500 pagine contiene cinque programmi relativi a ciascuna delle questioni chiave, e sarà pubblicato poco dopo l’annuncio di Zarif e Mogherini.

Un diplomatico iraniano ha riferito martedì che l’Iran e le sei grandi potenze hanno raggiunto lo storico accordo sul nucleare che garantirà a Teheran la riduzione delle sanzioni in cambio di limitazioni e controlli sul suo programma nucleare.

«Tutto il duro lavoro è stato ripagato e abbiamo chiuso un accordo. Dio benedica il nostro popolo»

ha detto il diplomatico a Reuters in anonimato. Un altro funzionario iraniano ha confermato la notizia sul raggiungimento di un accordo.

Iran, accordo sul nucleare: i dettagli
Reuters ha riferito i dettagli dell’accordo finale raggiunto nella notte di lunedì, in base al quale l’Iran ha accettato di permettere agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica di entrare in qualsiasi struttura sospetta in Iran, comprese le basi militari, per verificare la presenza di attività nucleari non autorizzate.
Tuttavia, i controlli degli ispettori saranno coordinati in consultazione con l’Iran e le potenze mondiali.

Secondo quanto trapelato sull’accordo, la disponibilità dell’Iran di aprire le proprie strutture nucleari e militari all’AIEA è una condizione principali per la rimozione di alcune sanzioni internazionali.

L’Iran si è impegnato a fornire agli ispettori delle Nazioni Unite risposte agli eventuali sospetti sul programma militare entro la fine del 2015.

Inoltre, l’Iran ha accettato di consentire agli ispettori di entrare nella base militare di Parchin, dove si sospetta che l’Iran abbia sperimentato la produzione di armi nucleari.

Sarà consentito agli ispettori delle Nazioni Unite raccogliere informazioni e prove direttamente dagli scienziati iraniani impiegati nelle attività durante le loro visite.

L’Iran avrebbe però il diritto di contestare le richieste delle Nazioni Unite di invio degli ispettori a siti sospetti. In questi casi, un collegio arbitrale composto da Iran e le potenze coinvolte nelle trattative dovrebbero decidere sulla questione.

Reuters riporta che, se è d’accordo diventerà ufficiale e sarà concordato da tutte le parti, una risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite potrebbe essere adottata già nel mese di luglio e le misure previste - compresi i limiti dell’Iran sul suo programma nucleare e la riduzione delle sanzioni - inizieranno probabilmente nella prima metà del 2016.

La richiesta dell’Iran per una revoca completa dell’embargo sulle armi - che consentirebbe al Paese di acquistare, vendere e fornire armi senza alcuna restrizione - è stato uno dei punti più controversi che ha ritardato l’annuncio di un accordo. Russia e Cina, considerati i maggiori fornitori di armi dell’Iran, hanno fortemente sostenuto questa richiesta.

Tuttavia, gli Stati Uniti si oppongono con fermezza a causa dei timori che l’eliminazione dell’embargo possa legittimare lo scambio di armi dell’Iran con il regime di Assad in Siria and Hezbollah in Libano.

Gli Stati Uniti hanno messo in chiaro che sarebbero disposti a revocare temporaneamente e gradualmente l’embargo per alcuni anni, a seconda del rispetto dei termini previsti dall’accordo sul nucleare.

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