All’Inter conviene esonerare Conte? I pro e i contro di una eventuale cacciata

Alessandro Cipolla

27 Novembre 2020 - 11:35

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Dopo i modesti risultati di questo inizio di stagione i tifosi dell’Inter chiedono la testa di Antonio Conte: ai nerazzurri però potrebbe economicamente non convenire mandare a casa il mister, almeno fino a giugno.

All'Inter conviene esonerare Conte? I pro e i contro di una eventuale cacciata

Mentre ci si domanda se Antonio Conte mangerà o meno il panettone, “se non lo mangerò non lo avrò meritato” ha dichiarato a riguardo il tecnico dell’Inter, i nerazzurri devono fare i conti anche con altre problematiche.

Proprio in queste ore la società meneghina andrà a presentare l’ultimo bilancio chiuso allo scorso 30 giugno, con le perdite che dovrebbero essere nell’ordine dei 100 milioni mentre i ricavi, al netto delle plusvalenze, di poco sopra i 300 milioni.

La pandemia in corso ha così pesantemente colpito anche i conti dell’Inter, tanto che Calcio e Finanza parla di una richiesta, poi accettata, fatta dal club ai calciatori per pagare a febbraio gli stipendi di luglio e agosto.

Ecco perché in molti sussurrano che in questo momento l’Inter non può permettersi economicamente un eventuale esonero di Antonio Conte, visto lo stipendio monstre del mister salentino soprattutto se confrontato con quello dei suoi colleghi della Serie A.

Inter: i pro di un esonero di Conte

Già questa estate le strade di Antonio Conte e dell’Inter sembravano essere sul punto di separarsi. Dopo la sconfitta nella finale di Europa League contro il Siviglia, il mister aveva fatto intendere che non aveva certezze in merito al suo futuro.

Alla fine lo strappo è stato ricucito anche per la presa di posizione della Curva Nord dell’Inter, che si era schierata dalla parte dell’allenatore. Adesso però dopo questo deludente inizio di stagione, sono tanti i tifosi che sui social chiedono la testa dell’ex CT.

Se al posto di Conte ci fosse stato qualsiasi altro allenatore probabilmente sarebbe già stato esonerato. La squadra gioca male nonostante la rosa a disposizione, con anche i risultati che sono deludenti: quattro vittorie in dodici gare ufficiali, con i nerazzurri praticamente fuori dalla Champions con anche il terzo posto nel girone, che garantirebbe l’approdo in Europa League, a rischio.

Il sentore è che Antonio Conte e la società stiano continuando ad andare avanti obtorto collo, ma il rischio per le casse dei meneghini è quello di perdere tanti soldi che potrebbero arrivare dall’Europa senza contare al dramma di una mancata qualificazione alla prossima Champions.

In più c’è da registrare una pericolosa involuzione sotto la gestione Conte dei pezzi pregiati Skriniar, De Vrij e Hakimi, tutti a rischio svalutazione al pari di quell’Eriksen finito ai margini del progetto nonostante sia stato voluto proprio dal mister.

Continuare a tenere Antonio Conte in panchina, se l’andazzo dovesse proseguire a essere questo, potrebbe così comportare una perdita economica maggiore di quella del costo di un eventuale esonero.

I rischi di una cacciata

L’inter fino a giugno 2021 ha ancora sotto contratto Luciano Spalletti e il suo staff, che avrebbero ancora un impatto complessivo pari a 13,5 milioni per le casse nerazzurra già messe a dura prova dal Covid.

Considerando che Antonio Conte dovrebbe percepire 12 milioni netti a stagione fino a giugno 2022, senza contare i costi del suo staff, al momento l’Inter non potrebbe permettersi il lusso di avere anche un terzo allenatore a libro paga.

Le ipotesi di dimissioni del mister sono al tempo stesso alquanto improbabili, soprattutto dopo le voci arrivate dall’Inghilterra dove si parla di una truffa da 30 milioni subita dell’ex mister del Chelsea.

Visto il rosso da 100 milioni nell’ultimo bilancio che presto dovrebbe essere certificato, il sentore è che Antonio Conte resterà ben saldo sulla panchina dell’Inter a meno di un tracollo in campionato dei nerazzurri.

Il discorso però potrebbe cambiare questa estate: quando a luglio l’Inter non avrà più sul groppone anche lo stipendio di Spalletti, sarebbe più semplice dire addio a Conte anche se sono state smentite le voci di un possibile accordo consensuale tra le parti una volta finito questo campionato.

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