Inter contro S&P: dopo il declassamento del bond si cerca una nuova agenzia di rating

Dopo il declassamento da parte di Standard & Poor’s del bond dal valore di 300 milioni di euro, l’Inter annuncia una nuova valutazione da parte di un’altra agenzia di rating.

Inter contro S&P: dopo il declassamento del bond si cerca una nuova agenzia di rating

L’Inter passa al contrattacco. Questa volta non si tratta di uno schema di Antonio Conte, ma della strategia che la società intende adottare nel mercato azionario.

Dopo il declassamento di Standard & Poor’s a B+ del bond emesso nel 2017 dal valore di 300 milioni, il club nerazzurro ha infatti diffuso una nota in cui dichiara l’intenzione di rivolgersi ad un’altra agenzia di rating.

Nel comunicato stampa si legge: “Inter Media annuncia oggi che, a seguito dell’errata applicazione da parte di S&P dei suoi criteri di rating sulle obbligazioni da 300 milioni di euro di titoli garantiti di Inter Media con scadenza 2022 e il successivo ritiro da parte di S&P del rating su richiesta di Inter Media, attualmente prevediamo che i Titoli saranno valutati da un’agenzia di rating diversa già dalla prossima settimana”.

Inter contro Standard & Poor’s: i motivi dello scontro

Il bond era stato emesso dal gruppo Zhang nel 2017 e presentava all’inizio un tasso di interesse del 4,875% e una valutazione BB-, più alta di quella attuale, ma che comunque ne definiva la natura rischiosa.

A pesare nella valutazione dell’agenzia statunitense dello scorso 20 aprile, adottata anche nei confronti della Roma, era stata la temporanea sospensione del campionato in seguito alla pandemia da Covid-19 e l’incertezza sulla possibile ripresa dei tornei nazionali e internazionali in cui l’Inter è impegnata.

L’assenza dai campi da gioco, secondo Standard & Poor’s, avrebbe potuto portare a due tipologie di danni per le casse nerazzurre.

La prima riguardante il pubblico pagante, per cui si prevedeva una perdita di “entrate da matchday, inclusi biglietti e hospitality; inoltre, se le partite casalinghe rimanenti non sono aperte al pubblico, i possessori di abbonamenti potrebbero richiedere un risarcimento per le partite perse”.

La seconda mancanza di entrate, invece, sarebbe potuta essere legata a “eventuali diritti di sponsorizzazione non completamente sfruttati, e la possibilità che i partner possano invocare clausole legali e contrattuali finora non testate”.

La ricerca di un’altra agenzia di rating

L’Inter nel comunicato emesso rivendica la mancanza di un nuovo giudizio in seguito alla ripresa del campionato di Serie A e di tutte le attività calcistiche.

Richiesta che a questo punto verrà girata ad un’altra agenzia di rating, che il Gruppo Zhang si auspica possa essere più benevola nei propri confronti.

Inoltre, secondo alcuni osservatori, una valutazione del genere potrebbe compromettere la futura negoziazione del nuovo main sponsor, dato che il marchio Pirelli scomparirà dalle maglie dell’Inter alla fine della stagione 2020/2021.

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