Insieme a Twitter, crolla anche LinkedIn. Il mercato non crede più nei social?

Dopo il crollo di Twitter arriva anche quello di LinkedIn. L’outlook delude gli investitori, pioggia di vendite nell’after-hours. Il mercato sta abbandonando i social network?

Due dei più importanti social network del mondo stanno affrontando in queste ore pesanti crolli in borsa.

Dopo la debacle di Twitter infatti, che nella giornata borsistica di ieri ha perso quasi il 25% del suo valore (17,67% nell’after-hours precedente), nel corso dell’after-hours anche LinkedIn ha subito perdite molto pesanti. Le azioni del social per professionisti sono infatti scese dell’11% a causa dei deludenti risultati della trimestrale.

Unico a resistere per adesso sembra Facebook che però, nel suo anno e mezzo di quotazione ha dovuto anche affrontare momenti difficilissimi, con gli investitori che più di una volta gli hanno voltato le spalle.

Insomma i mercati cominciano ad avere seri dubbi sul “futuro borsistico” dei social network. Dopo i forti rialzi di cui sono stati protagonisti entrambi i titoli, basti pensare al picco di dicembre per Twitter che ha raggiunto i 75 dollari per azione o alle azioni LinkedIn che in dodici mesi hanno quintuplicato il loro valore, i due social potrebbero aver invertito il loro incredibile trend positivo.

Le attese per la seduta borsistica che si aprirà tra poche ore, non sono infatti delle migliori.

La trimestrale

A deludere investitori e analisti sono state soprattutto le previsioni sui ricavi del trimestre attualmente in corso. La società ha infatti prevede introiti pari a 455-460 milioni, molti di più rispetto ai 325 milioni registrati un anno fa nello stesso periodo, ma non abbastanza per soddisfare gli analisti che avevano parlato di un risultato pari a 470 milioni.

Altro problema spinoso riguarda gli utili netti. Se infatti negli ultimi tre mesi dello scorso anno il fatturato è cresciuto, arrivando a 447,2 milioni a fronte dei 303,6 degli stessi 3 mesi del 2012, gli utili netti sono calati a 3,8 milioni di dollari contro gli 11,5 dell’anno prima. In parole povere si è passati da 10 centesimi per azione a 3 centesimi per azione.

Riassumendo: outlook deludente e utili netti hanno dato il via a pesanti vendite nel corso dell’after-hours, mood che potrebbe essere replicato nella seduta di oggi.

A questo punto i social network dovrebbero cominciare a fare attenzione. Dopo l’entusiasmo dell’ultimo anno, i mercati sembrano aver cambiato idea. E saranno dolori.

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