Inps sottrae alle famiglie 6 miliardi di euro dagli assegni familiari

Come messo in risalto da un recente servizio de Le Iene, negli ultimi sei anni l’Inps ha sottratto dalle risorse destinate agli assegni familiari circa 6 miliardi di euro; che fine hanno fatto questi soldi?

Inps sottrae alle famiglie 6 miliardi di euro dagli assegni familiari

Assegni al nucleo familiare: secondo quanto messo in risalto da un recente servizio de “Le Iene”, andato in onda il 2 maggio 2019, negli ultimi sei anni l’Inps avrebbe “sottratto” dalle tasche delle famiglie italiane circa 6 miliardi di euro.

A sostenerlo è Gigi De Palo, del Forum Nazionale Associazioni Familiari che dopo aver espresso alla “iena” Filippo Roma la sua preoccupazione per il futuro dell’Italia - “dove si fanno sempre meno figli” - ha mostrato il perché negli ultimi anni l’Inps avrebbe trattenuto, o comunque speso per altri scopi, una parte dei soldi destinati al riconoscimento degli assegni al nucleo familiare.

Ricordiamo che l’assegno al nucleo familiare (ANF) è quel sostegno economico mensile che l’Inps eroga alle famiglie che hanno al loro interno dei lavoratori dipendenti; l’importo dell’assegno (che potete approfondire cliccando qui) varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare e del reddito dello stesso.

Si tratta quindi di una misura assistenziale riconosciuta dall’Inps come sostegno per le famiglie numerose al di sotto di determinati limiti reddituali; ma da dove vengono le risorse che l’Inps utilizza per il riconoscimento degli ANF? Sono gli stessi lavoratori dipendenti (anche quelli che non percepiscono gli assegni al nucleo familiare) che vedono sottrarsi dalla loro busta paga una quota destinata alla corresponsione degli ANF, con l’Inps che ogni anno raccoglie poco più di 6 miliardi.

Secondo quanto sostenuto da De Palo - e confermato dai bilanci Inps degli ultimi sei anni - non tutte le risorse raccolte per gli ANF vengono utilizzate per questo scopo: l’Istituto di Previdenza, infatti, ne ha utilizzati solamente 5 miliardi, senza specificare l’utilizzo che è stato fatto del restante miliardo raccolto.

L’Inps ha utilizzato solo una parte delle risorse raccolte per gli ANF

È dal 2012 che l’Inps utilizza solo una parte delle risorse a disposizione per il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare alle famiglie con figli; ad esempio nel 2017 dei 6 miliardi e 800 mila euro raccolti dall’Inps solamente 5 miliardi e 400 mila sono tornati alle famiglie sotto forma di assegni familiari.

Lo stesso, seppur con cifre leggermente differenti, è stato fatto negli anni precedenti fino al 2012, con l’Inps che complessivamente ha “trattenuto” - non sappiamo per quale motivo - circa 6 miliardi di euro che potevano essere destinati alle famiglie.

In questi anni a capo dell’Inps c’era Tito Boeri che però non ha voluto rispondere alle domande poste da Filippo Roma (il quale, insieme al suo cameraman, è stato anche aggredito dai presenti all’evento).

Come sarebbero cambiati gli ANF se l’Inps avesse utilizzato tutte le risorse

Qualora l’Inps avesse utilizzato tutte le risorse raccolte per il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare gli importi del sostegno sarebbero stati molto più alti rispetto a quanto riconosciuto oggi.

Nel dettaglio, secondo le proiezioni effettuate dall’ufficio studi de “Le Iene”, una famiglia con un reddito complessivo di 30.000€ avrebbe percepito:

  • circa 58,00€: una famiglia con un figlio che oggi invece ha diritto ad un assegno di 47,58€;
  • circa 296,00€: una famiglia con tre figli che oggi invece prende 246,58€;
  • circa 632,00€: una famiglia con cinque figli che oggi deve accontentarsi di un assegno mensile di 527,07€.

Complessivamente, quindi, qualora l’Istituto avesse utilizzato tutte le risorse raccolte avrebbe potuto riconoscere un assegno mensile superiore del 20% rispetto all’importo attuale; ma per quale motivo allora non lo ha fatto?

Perché l’Inps ha trattenuto 6 miliardi dagli ANF: la risposta di Pasquale Tridico

Visto che Tito Boeri, presidente dell’Inps negli anni contestati, si è rifiutato di rispondere, “Le Iene” hanno chiesto delucidazioni all’attuale Presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico. Questo ha promesso che farà chiarezza sull’accaduto anticipando cosa potrebbe essere successo:

“Può succedere che in alcuni capitoli di spesa ci sia maggiore liquidità e che questa venga travasata su altro per un certo periodo di tempo. Comunque qualora ci sia un ammanco di questo tipo l’Istituto valuterà e deciderà di conseguenza”.

Tridico quindi ha promesso che valuterà quanto accaduto (con una risposta che dovrebbe arrivare nel giro di un mese), senza però assicurare che i 6 miliardi “mancanti” verranno restituiti alle famiglie.

C’è un’ultima promessa che il Presidente dell’Inps ha fatto a Filippo Roma: l’intenzione futura dell’Istituto è di valutare la fattibilità di un’estensione del diritto agli assegni al nucleo familiare a tutti i lavoratori - e non solo ai dipendenti - includendo anche gli autonomi e ai piccoli imprenditori.

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