Assegno nucleo familiare 2018: tabelle INPS, importi e come fare domanda

Assegno al nucleo familiare 2018, tabella ANF Inps: ecco come fare il calcolo e quali sono i limiti di reddito per richiederli.

Assegno nucleo familiare 2018: tabelle INPS, importi e come fare domanda

Assegno al nucleo familiare 2018, tabelle ANF e limiti di reddito per il calcolo sono stati pubblicati dall’INPS con la circolare dello scorso mese di maggio.

Le tabelle per il calcolo degli assegni al nucleo familiare saranno in vigore fino a giugno 2018 e gli ANF potranno essere richiesti dai nuclei familiari di lavoratori dipendenti, titolari di pensione e prestazioni previdenziali da lavoro dipendente.

Per calcolare l’assegno spettante bisognerà dunque prendere a riferimento la tabella ANF aggiornata dall’Inps che fino al 30 giugno 2018 lascia sostanzialmente invariato l’importo a cui si ha diritto.

Di seguito tutte le istruzioni per il calcolo degli ANF e su come presentare domanda.

In allegato all’articolo, inoltre, la circolare Inps n. 87 del 18 maggio 2017 e la tabella assegni familiari 2018.

Assegno nucleo familiare 2018: tabelle INPS, importi e reddito

Gli assegni familiari 2018 dovranno essere calcolati prendendo come riferimento le tabelle ANF Inps.

Come ogni anno, l’Inps rivede importi e tabelle degli assegni familiari in questione secondo quanto impone la legge 153/88: il calcolo dell’assegno al nucleo familiare si effettua in base al reddito della famiglia, e quest’ultimo viene rivalutato ogni anno in dipendenza dal cambiamento dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati calcolati dall’ISTAT.

Nella circolare n. 87 pubblicata il 18 maggio 2017 dall’Inps si stabilisce che per quest’anno l’inflazione ha registrato un calo e le tabelle degli importi per gli assegni al nucleo familiare rimangono invariate.

Come mostrato dalla tabella dell’INPS il valore dell’assegno è proporzionale al nucleo familiare, ai suoi componenti e al loro reddito.

Si allega di seguito la circolare Inps del 18 maggio 2017:

Circolare Inps n. 87 18 maggio 2017
Scarica la circolare Inps n. 87 con importi, limiti di reddito e modalità di calcolo degli assegni al nucleo familiare 2017-2018

Cosa sono gli assegni per nucleo familiare e a chi spettano?

Gli assegni familiari sono un aiuto e un supporto al reddito di alcune famiglie i cui componenti fanno parte di determinare categorie di lavoratori.

Questi assegni vengono pagati in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’INPS previa domanda della famiglia, che deve risultare avere un reddito totale che non superi la soglia massima prevista dalla legge e che deve essere composto almeno dal 70% di reddito da lavoro dipendente e assimilato.

Tabella assegni familiari 2018

Si allegano di seguito le tabelle ANF in vigore fino a giugno 2018:

Tabella assegni familiari 2018 Inps
Scarica la tabella per il calcolo degli assegni al nucleo familiare diffusa dall’Inps con la circolare n. 87 del 18 maggio 2017

Alcune categorie di contribuenti che hanno diritto all’assegno per nucleo familiare dovranno presentare nuovamente ai propri datori di lavoro o all’INPS i nuovi modelli di richiesta per l’assegno con l’aggiornamento di tutti i redditi percepiti dalla famiglia e già dichiarati tramite il CU o la dichiarazione dei redditi.

Come presentare domanda

La domanda per richiedere gli assegni familiari deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto:

  • al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP (SR16). In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni;
  • all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’assegno per il nucleo familiare, deve essere comunicata entro 30 giorni.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni.

La domanda all’Inps può essere inviata in modalità telematica accedendo al servizio dedicato oppure tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Chi può presentare domanda per ricevere l’assegno al nucleo familiare?

I soggetti beneficiari che possono richiedere gli assegni al nucleo familiare ANF 2018 sono:

  • lavoratori subordinati;
  • lavoratori parasubordinati;
  • pensionati ex dipendenti;
  • ricevitori di ammortizzatori sociali.

Per le madri disoccupate o casalinghe, le donne che hanno adottato un bambino o hanno sotto tutela in affidamento un bambino viene erogato l’assegno per il nucleo familiare direttamente dal Comune, e non dallo Stato.

Gli assegni familiari, secondo le stesse regole su calcolo e importo, possono essere richieste anche dalle famiglie unite secondo il rito dell’unione civile ai sensi dell’equiparazione ai diritti dei coniugi introdotta con la Legge Cirinnà.

Requisiti

Per richiedere l’ANF il nucleo familiare dovrà essere composto da:

  • il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • il coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, poligami nel loro paese, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di «nuclei numerosi», cioè nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Gli extracomunitari hanno diritto agli assegni al nucleo familiare?

Tutti i lavoratori stranieri extracomunitari, tranne quelli con contratto di lavoro stagionale, hanno diritto all’ANF secondo le seguenti regole:

  • solo per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, abbia la residenza legale in Italia e sia stato assicurato nei regimi previdenziali di almeno due stati membri.

I lavoratori stranieri rifugiati politici, in conseguenza dell’equiparazione ai cittadini italiani, hanno diritto all’assegno anche per i familiari residenti all’estero.

Gli ANF per coniugi o parti di unione civile separati o divorziati

Sulla pagina dell’Inps sono fornite alcune utili istruzioni in merito al diritto agli assegni al nucleo familiare per coniugi divorziati o parte di unione civile separati.

In caso di affidamento condiviso e se tutti e due i genitori affidatari hanno diritto agli ANF 2018, la scelta tra quale dei due genitori può ricevere l’assegno è subordinata ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l’autorizzazione viene concessa al genitore che convive con i figli.

Il diritto rimane al genitore affidatario anche quando non è titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione) e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ex coniuge o parte di unione civile, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’ANF.

Il genitore convivente con il minore (privo di autonomo diritto) nato fuori del matrimonio/unione civile da genitori comunque non coniugati/unione civile può chiedere il pagamento dell’ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente. Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

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Simone Micocci

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