Riforma Inpgi: addio pensione anticipata per i giornalisti?

Riforma Inpgi: misure stringenti sulla pensione anticipata per i giornalisti. Cosa succede?

Riforma Inpgi: misure stringenti sulla pensione anticipata per i giornalisti. Ecco cosa cambia e che sta succedendo.

La riforma Inpgi si tinge di nero, da gennaio 2017 arrivano regole Inps molto stringenti che colpiranno la pensione dei giornalisti.

Le nuove misure previste saranno ancora peggiori di quelle introdotte dalla riforma Fornero sulla pensione di vecchiaia: contributivo per tutti, età pensionabile a 66 anni e 7 mesi e stop alla pensione a qualsiasi età con 40 anni di contributi.

Le novità non sono certo delle migliori in materia di pensione: le donne passeranno dai 62 ai 64 anni per accedere alla pensione di vecchiaia, dopo altri 12 mesi saliranno in un sol colpo a 65 anni e 7 mesi, per ritrovarsi equiparate definitivamente agli uomini nel 2019, con il requisito di 66 anni e 7 mesi.

Le nuove modifiche riguardo la pensione dei giornalisti sono state illustrate l’8 e il 9 settembre dalle Commissioni consultive Inpgi competenti in materia di previdenza e occupazione.

Bisognerà attendere eventuali cambiamenti, ma già in questo modo si delinea un futuro povero e incerto per le pensioni dei giornalisti.

Vediamo nel dettaglio che cosa prevede la nuova ipotesi di riforma dell’Inpgi e cosa cambierà in materia di pensioni per i giornalisti.

Inpgi e pensione giornalisti: si lavora fino a 66 anni e 7 mesi

L’Inpgi si equipara alle norme Inps volute dalla riforma Fornero sulle pensioni.

Con un minimo di 20 anni di contributi versati i giornalisti uomini dal 2017 andranno in pensione a 66 anni rispetto agli attuali 65, che nel 2018 diventeranno 66 anni e 7 mesi.

Per le donne si prevede il seguente iter:

  • 64 anni nel 2017, con un salto di due anni rispetto agli attuali 62;
  • 65 anni e 7 mesi nel 2018;
  • 66 anni e 7 mesi nel 2019.

Inpgi e pensione giornalisti: addio pensione anticipata?

Attualmente per andare in pensione un giornalista deve avere due requisiti: 62 anni di età, come prevede anche l’Inps, e 35 anni di contribuzione.

Sono previste penalizzazioni fino al 20% per chi ha da 57 a 61 anni. Nel 2017, restano fermi i 62 anni anagrafici, ma per accedere alla pensione bisognerà avere 38 anni di contributi, che saliranno a 39 nel 2018 e a 40 nel 2019.

Sebbene sia meno di quanto prevede l’Inps, non ci sarà alcuna possibilità di anticipo con penalizzazione, che invece il sistema generale delle pensioni prevede (tra l’1% e il 2% per cento annuo sulla quota retributiva).

Questo significa rigidità assoluta dell’ente dal prossimo gennaio, sulla flessibilità in uscita anticipata per i giornalisti.

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