L’inflazione e il caro energia spingono le piccole imprese giapponesi verso fallimenti record, nonostante la ripresa economica generale.
In Giappone, un Paese abituato per decenni a prezzi stagnanti o in lieve aumento, l’effetto combinato della recente accelerazione dell’inflazione e del caro energia stanno mettendo sotto pressione il tessuto produttivo formato da piccole e medie imprese.
Molte attività storiche e di quartiere delle principali città giapponesi si trovano schiacciate da costi crescenti, tassi di interesse in aumento e un salario reale in calo. Il copione è simile: proprietari che accumulano debiti – presto insostenibili - dopo che i costi del lavoro e delle materie prime, come il riso, sono saliti drasticamente.
Nel 2025, le banche dati mostrano che circa 9.400 imprese hanno dichiarato fallimento nei primi undici mesi dell’anno, con un aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; circa l’80% di queste aziende aveva un debito inferiore ai 100 milioni di yen (circa 670mila dollari). [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA