Indennizzo Inail e risarcimento per infortunio sul lavoro: quando spettano?

Chi subisce un infortunio sul lavoro ha diritto all’indennizzo Inail, e, in alcuni casi, al risarcimento del danno. Ecco quando e in che misura.

Indennizzo Inail e risarcimento per infortunio sul lavoro: quando spettano?

Il dipendente che subisce un infortunio sul lavoro ha diritto a percepire dei benefici economici: innanzitutto l’indennizzo Inail, in secondo luogo, e solo a certe condizioni, anche il risarcimento del danno secondo la disciplina del Codice Civile.

Come prima cosa, il lavoratore infortunato deve sporgere la querela per infortunio sul lavoro, in seguito le autorità competenti valuteranno se ci sono gli estremi per il risarcimento, ovvero la responsabilità del datore di lavoro o dei colleghi.

Infortunio sul lavoro: quando spetta l’indennizzo Inail?

A seguito di infortunio sul lavoro, al lavoratore dipendente spetta l’indennizzo Inail anche quando il datore non sia responsabile del fatto, e quindi abbia rispettato tutte le misure di sicurezza previste dalla legge.

Ciò significa che l’infortunio sul lavoro è avvenuto per caso fortuito oppure per colpa dello stesso lavoratore. Ma, anche quando non c’è un responsabile, l’Inail prevede comunque la corresponsione di una somma a titolo di indennizzo, al fine di compensare, almeno in parte, i danni e le conseguenze patrimoniali (ad esempio le spese mediche) che il lavoratore deve affrontare.

In particolare, l’indennizzo Inail copre:

  • i danni patrimoniali temporanei durante il periodo di assenza dal lavoro;
  • i danni patrimoniali permanenti, ma solo se le lesioni superano la soglia del 15% di invalidità permanente;
  • il danno non patrimoniale permanente, cioè la permanente lesione dell’integrità psico-fisica del lavoratore e solo se supera il 5% della soglia di invalidità.

Se la lesione psico-fisica costituisce una menomazione compresa tra il 6% ed il 15% di invalidità, l’Inail è tenuto a corrispondere l’indennizzo in un’unica soluzione; invece, se la lesione è tra il 16% ed il 100%, l’indennizzo serve a coprire sia il danno biologico subito che la diminuzione della capacità reddituale del lavoratore infortunato.

In caso di morte del lavoratore, l’indennizzo spetta agli aventi diritto che sono il coniuge ed i figli minori a carico del defunto.

Infortunio sul lavoro: quando spetta il risarcimento del danno?

Come abbiamo anticipato, in alcuni casi chi subisce un infortunio sul lavoro ha diritto al risarcimento del danno, che si aggiunge all’indennizzo Inail.

Questo accade quando la responsabilità dell’incidente è imputabile ad un soggetto terzo, quindi al datore di lavoro (quali sono le sanzioni per il datore di lavoro?) o ad un collega per il mancato o l’omesso rispetto delle norme di sicurezza.

Il risarcimento del danno è più ampio dell’indennizzo previsto dall’Inail in quanto comprende tutti i tipi di danno, morale, esistenziale, biologico e patrimoniale. Il suo ammontare viene stabilito secondo i parametri dettati dal Codice Civile.

La differenza tra il risarcimento integrale di tutti i danni sofferti dal lavoratore infortunato e quanto indennizzato dall’Inail viene definito “danno differenziale”.

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