Chi avrebbe mai immaginato che il Texas sarebbe diventato uno dei motori economici degli Stati Uniti?
Mentre i riflettori erano tutti puntati sulla Silicon Valley e su New York, negli ultimi anni e in gran silenzio, il Lone Star State è stato interessato da un boom senza precedenti, con tassi di crescita del suo prodotto interno lordo notevolmente superiori alla media degli Usa, e investimenti a pioggia di grandi aziende che hanno deciso di trasferire qui le loro sedi centrali.
È così che uno Stato conosciuto dall’opinione pubblica globale per il perverso amore dei texani nei confronti delle armi, per i cappelli da cow boy e per il barbecue, si è trasformato in un centro nevralgico del sistema statunitense. Grande merito va alla bassa tassazione locale e a normative favorevoli alle imprese. Basta del resto vedere cosa è accaduto di recente...
La nuova terra dell’oro
Il Texas ha iniziato ad attrarre giganti economici sul proprio territorio. L’ultima notizia degna di nota – risalente a febbraio - riguarda KFC, il colosso del fast food, che trasferirà la sede centrale da Louisville, Kentucky, al Texas, scegliendo Plano, una città nella periferia settentrionale di Dallas. Il motivo? La società madre di KFC, Yum! Brands, ha spiegato che la mossa aiuterà il gruppo a crescere in maniera sostenibile.
Quasi in contemporanea anche Realtor.com, sito web di annunci immobiliari, ha annunciato il trasferimento della propria sede da Santa Clara, California, ad Austin. In precedenza la stessa decisione era stata presa dalla società di servizi finanziari Charles Schwab Corp. (da San Francisco a Westlake), dall’azienda petrolifera Chevron (da San Ramon, California, a Houston) e da Apple (non trasferirà alcuna sede ma costruirà un nuovo stabilimento produttivo a Houston).
Nel luglio 2024, invece, Elon Musk aveva dichiarato che avrebbe spostato la sede centrale di X e SpaceX in Texas in risposta all’approvazione da parte del governatore della California, Gavin Newsom, di una misura che avrebbe impedito agli insegnanti di informare i genitori se i loro figli avessero cambiato identità di genere. “Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A causa di questa legge e di molte altre che l’hanno preceduta, che attaccano sia le famiglie che le aziende, SpaceX trasferirà ora la sua sede centrale da Hawthorne, California a Starbase, Texas”, aveva scritto Musk, ora Doge di Donald Trump, su X.
La calamita texana
I numeri premiano il Texas, visto che nel 2024 la sua economia è cresciuta del 4,8%, il doppio del 2,4% raggiunto dall’intera nazione. Secondo i dati dell’US Census Bureau, tra luglio 2023 e luglio 2024, la popolazione di questo Stato è aumentata di 562.941 unità, con i nuovi residenti attratti dalla disponibilità di lavoro e dalla bassa tassazione.
Come ha spiegato il settimanale Newsweek, il Texas ha così raggiunto un tasso di crescita annualizzato dell’1,8%, il terzo più alto negli Stati Uniti dopo la Florida e il Distretto di Columbia. Il motivo principale di una simile crescita? Semplice: il Texas è solo uno dei nove Stati degli Usa a non applicare alcuna imposta sul reddito a individui o aziende al di sotto di un certo tetto massimo, mentre l’aliquota dell’imposta sulle imprese è bassa, e addirittura scende a zero, per le aziende al di sotto di una certa soglia.
Andrew Mahaleris, portavoce del governatore del Texas, Greg Abbott, non ha dubbi: “Le aziende continuano a trasferirsi qui perché ci muoviamo alla velocità del business, tagliando la burocrazia e proteggendo l’industria da severe restrizioni che uccidono posti di lavoro e da regolamentazioni inutili che possono gravare sugli innovatori altrove”. “Il Texas è l’ottava economia più grande del mondo e il motore economico della nazione, leader tra tutti gli stati per posti di lavoro creati negli ultimi 12 mesi”, ha concluso Mahaleris, evidentemente soddisfatto dei risultati ottenuti.
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