Il quadro tecnico delle banche italiane minori sottoposte agli stress test

Ufficio Studi Money.it

2 Novembre 2018 - 14:34

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Anche la BCE sta svolgendo degli stress test su sei istituti bancari «minori» quali BPER Banca, Carige, Banca Popolare di Sondrio, ICCREA Banca, Credem e Mediobanca

Non sono solo gli stress test dell’EBA a catalizzare l’attenzione degli operatori sulle banche italiane. Anche la BCE infatti ha condotto degli esami paralleli su altri sei istituti italiani oltre alle maggiori Banco BPM, Unicredit, UBI Banca e Intesa Sanpaolo (per l’analisi su queste banche clicca qui): si tratta di BPER Banca, Carige, Banca Popolare di Sondrio, ICCREA Banca, Credem e Mediobanca.

A differenza dei precedenti, i risultati di questi test non verranno pubblicati a causa delle dimensioni minori e della ridotta complessità rispetto a quelli svolti sulle quattro principali sotto la lente dell’EBA.

Anche in questo caso, l’Ufficio Studi di Money.it ha svolto l’analisi sulle strutture grafiche di questi istituti di credito in questa seduta particolarmente calda.

Il focus tecnico

Banca Popolare di Sondrio, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Per quanto riguarda Banca Popolare di Sondrio, la struttura tecnica ha iniziato a scricchiolare a maggio 2018 (come la maggior parte degli istituti di credito del Belpaese), salvo poi iniziare una fase di lateralizzazione. Il quadro è nettamente peggiorato il 28 settembre scorso, quando i venditori hanno preso forza rompendo il fondamentale supporto statico posto a 2,954 euro. Le quotazioni stanno iniziando a recuperare, ma senza troppo entusiasmo: se dovessero iniziare a presentare segni di debolezza nell’intorno posto a 3 euro si potrebbe approfittare dell’occasione per valutare operazioni di matrice short.

Banco BPM, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Su Banco BPM, dopo un’apertura in lap up, i corsi sono entrati nell’area resistenziale compresa tra 3,456 e 3,684 euro. Il rimbalzo partito lo scorso 25 ottobre non sembra avere la forza necessaria a superare questa zona di concentrazione di offerta, in quanto l’impulso che sta cercando di recuperare l’ultima fase del ribasso non presenta candele rialziste importanti. Questi rialzi potrebbero essere al momento assimilati a delle prese di beneficio dopo la recente serie di vendite che ha complicato il quadro grafico del titolo. Sarà quindi fondamentale monitorare l’andamento dei prezzi in questa zona, in modo da ricercare eventuali figure di continuazione ribassista che permetterebbero di partecipare alla tendenza principale.

Carige, grafico giornaliero. Fonte:Bloomberg

Situazione grafica estremamente complessa per Carige, le cui quotazioni sono inserite in un fortissimo downtrend. In questo contesto, i corsi non riescono a tenere in piedi il rimbalzo partito dal supporto di breve periodo posto a 0,0044 euro. A livello prettamente operativo, i trade di tipo long sono estremamente rischiosi in questo contesto di estrema debolezza. Per chi volesse operare, potrebbe attendere un eventuale ritorno verso le resistenze a 0,0058 per effettuare entrate in linea con la tendenza principale.

Credem, grafco giornaliero. Fonte: Bloomberg

Apertura in lap up anche per Credem, che sta tentando di superare i massimi della candela dello scorso 29 ottobre. A differenza dei precedenti istituti, questo ha iniziato il rimbalzo del 25 ottobre 2018, a ridosso del livello psicologico dei 5 euro e della solida zona supportiva posta a 4,94 euro. Sebbene anche qui sia presente una forte tendenza ribassista, in caso di fuoriuscita da parte dei prezzi della barra del 29 ottobre (che contiene le ultime quattro sedute), i corsi potrebbero allungare il passo e raggiungere l’area resistenziale di 5,99 euro. Un ulteriore segnale positivo si avrebbe con una violazione del fronte rialzista di area 5,514 euro.

Mediobanca, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Anche Mediobanca sta costruendo un’interessante base per un potenziale allungo del fronte rialzista. A dar forza a questa ipotesi sono principalmente due elementi: il primo dato dal patten di doppio minimo a ridosso di area 7,50 euro, mentre l’altro è dato dalla figura di bullish engulfing costruito con le candele del 24 e 25 ottobre scorsi. Una violazione di 7,994 euro potrebbe rivelarsi a tal proposito un’ulteriore conferma dell’intenzione di rialzare la testa da parte dei corsi.

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