Il dollaro sembra indebolito, l’euro dominante. Ma sotto la superficie qualcosa si muove. Tra tassi reali, cicli monetari e squilibri tecnici, il 2026 potrebbe ribaltare le aspettative.
Il 2025 ha lasciato un segno chiaro sui mercati valutari. Il dollaro statunitense ha perso terreno in modo evidente, mentre l’euro ha beneficiato di un contesto sorprendentemente favorevole.
Chi ha investito negli Stati Uniti, sia sull’azionario sia sui Treasury, se n’è accorto: performance nominali anche eccellenti, ma risultati spesso deludenti una volta riportati in valuta domestica. In Europa, invece, il quadro è apparso più lineare.
Azioni in rialzo, obbligazioni finalmente reattive e una moneta unica che, in termini relativi, ha premiato anche gli investitori esteri. Ma è proprio quando il consenso diventa troppo confortevole che i mercati iniziano a cambiare direzione. Il 2026 potrebbe essere l’anno della svolta per il dollaro? E l’euro è davvero così solido come oggi sembra? [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA