Nel 2026 il vero rischio non è il crollo, ma un mercato che cambia regime: meno rifugi, più erosione reale, più errori da evitare che guadagni da inseguire.
Non è una crisi. È qualcosa di più difficile da gestire: un mercato che smette di funzionare come prima.
Quello che sta accadendo nel 2026 non è un evento isolato, ma un passaggio di fase, più lento, meno visibile, ma proprio per questo più pericoloso.
Se allarghiamo lo sguardo a oltre 130 anni di storia dei mercati, scopriamo che quest’anno non nasce neutrale. Il sesto anno del decennio, combinato con il secondo anno del ciclo presidenziale americano, è storicamente tra i più deboli. Non è una previsione, è una probabilità. E quando le probabilità si allineano, ignorarle diventa un rischio. [...]
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