IVAFE: ecco come si calcola

Vittoria Patanè

Commenta
IVAFE: ecco come si calcola

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

L’IVAFE, l’imposta sul valore delle attività finanziare detenute all’estero, si applica sulle persone fisiche residenti in Italia che posseggono conti correnti, libretti di risparmio o attività a sfondo finanziario appunto.

Chi deve pagare?

In particolare, fa sapere l’Agenzia delle Entrate, essa è dovuta qualora il soggetto detenga:

  • partecipazioni al capitale o al patrimonio di soggetti residenti o non residenti, obbligazioni italiane o estere e i titoli similari, titoli pubblici italiani e i titoli equiparati emessi in Italia o all’estero, titoli non rappresentativi di merce e certificati di massa (comprese le quote di Oicr), valute estere, depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero indipendentemente dalle modalità di alimentazione, contratti di natura finanziaria stipulati con controparti non residenti, nonché polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione stipulate con compagnie di assicurazione estere;
  • contratti derivati e altri rapporti finanziari stipulati al di fuori del territorio dello Stato;
  • metalli preziosi allo stato grezzo o monetato;
  • diritti all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni estere o strumenti finanziari assimilati;
  • ogni altra attività da cui possono derivare redditi di capitale o redditi diversi di natura finanziaria di fonte estera.
  • Si considerano attività possedute all’estero anche le attività finanziarie detenute, per esempio, in cassette di sicurezza all’estero o tramite intermediari non residenti. Le stock option, invece, sono soggetti all’imposta solo nel caso in cui siano cedibili.

Quanto si deve pagare?

Chiunque possieda conti correnti o libretti di risparmio all’estero dovrà pagare 34,20 euro per ciascuno di essi, rapportando l’IVAFE alla quota e al periodo di possesso.
Se però il valore medio annuo di giacenza è inferiore a 5.000 euro, il contribuente non dovrà versare l’imposta.

Basandoci sulle indicazioni contenute nella circolare 48/E del 2012, il suddetto valore medio si calcola attraverso la somma dei saldi giornalieri e dividendo poi il risultato per il numero dei giorni di detenzione del rapporto.

Qualora il soggetto detenesse più conti correnti o più libretti presso lo stesso intermediario dovrà valutare la giacenza media di ogni singolo rapporto per il periodo di detenzione e la quota di detenzione (quest’ultima solo in caso di conti cointestati con persone terze) e sommare le giacenze medie senza tener conto dei conti in giacenza negativa.

Sanzioni

Consigliamo la massima attenzione poiché, le sanzioni previste per l’IVAFE vanno dal 100% al 200% dell’imposta evasa e sono inoltre maggiorate di 1/3, poiché si tratta appunto di attività detenute all’estero.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su