ISEE 2021: tre soluzioni per abbassarlo (legalmente)

Antonio Cosenza

20 Gennaio 2021 - 12:17

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Abbassare l’ISEE (legalmente) è possibile? Ci sono tre soluzioni per farlo, ma è bene fare attenzione.

ISEE 2021: tre soluzioni per abbassarlo (legalmente)

Abbassare - legalmente - l’ISEE, è possibile, ma non è affatto semplice (e in ogni caso bisognerà capire se ne vale la pena). A tal proposito, di seguito faremo chiarezza su quali sono i modi possibili per abbassare il valore dell’ISEE intervenendo su beni patrimoniali e reddituali in forma assolutamente legale.

L’ISEE - Indicatore della Situazione Economica Equivalente - è quel parametro utile per valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie ed accertare se queste soddisfano i criteri per avere diritto alle prestazioni per il sostegno del reddito erogate dallo Stato.

Ci sono delle prestazioni che vengono erogate solamente a coloro che non superano una certa soglia ISEE (si pensi, ad esempio, al Reddito di Cittadinanza, per il quale la soglia è di 9.360,00 euro). Ce ne sono altre dove invece è l’importo della prestazione ad essere collegato all’ISEE: ad esempio è così per il bonus bebè, ma anche per lo stesso Reddito di Cittadinanza.

Per questo motivo avere un ISEE basso è più vantaggioso per il nucleo familiare, poiché in questo caso si hanno maggiori possibilità di percepire sostegni per il reddito di importo più elevato. Ma abbassare l’ISEE è possibile? Vediamo come fare.

Abbassare l’ISEE è possibile?

Volendo pensare a delle soluzioni legali per abbassare l’ISEE ne possiamo individuare tre.

Come prima cosa è bene capire quali sono le informazioni utili per calcolare l’ISEE. Nel dettaglio, per individuare l’Indicatore si tiene conto di redditi e patrimoni relativi a due anni prima della presentazione della DSU. Per l’ISEE 2021, quindi, i redditi e i patrimoni da prendere in considerazione sono quelli del 2019.

Per abbassare l’ISEE, quindi, bisogna intervenire su questi due parametri, ma in maniera del tutto legittima.

Sarebbe semplice, infatti, omettere alcune informazioni per abbassare l’ISEE, ma in questo modo si sarà esposti al rischio di gravi sanzioni pecuniarie: l’omissione, infatti, potrebbe essere accertata da un successivo controllo fiscale, il quale avrebbe un valore retroattivo. Di conseguenza, se dovesse essere accertata un’omissione che ha comportato un abbassamento dell’ISEE, l’interessato potrebbe essere costretto a restituire tutte le prestazioni assistenziali ricevute per merito dello stesso.

Come fare allora? Ci sono tre soluzioni interessanti ma per le quali è bene fare alcune considerazioni.

Abbassare l’ISEE intervenendo sulla giacenza media dei conti correnti

Ad esempio, una delle soluzioni è quella per cui il contribuente potrebbe procedere con la cointestazione di un conto corrente bancario o postale. In questo modo, infatti, la quota di spettanza cala notevolmente. La giacenza media dello stesso, infatti, viene considerata nell’ISEE per la metà dell’importo.

Va detto, però, che deve trattarsi di una persona esterna al nucleo familiare; diversamente, anche se cointestato, la giacenza media del conto corrente pesa per intero sull’ISEE. La cointestazione, quindi, deve essere con un’altra persona di fiducia; l’importante è che non appartenga al nucleo familiare.

Attenzione: i rischi di avere un conto cointestato con una persona non di fiducia superano i vantaggi di abbassare l’ISEE. Prima di prendere questa decisione, quindi, valutate se conviene avere un conto cointestato con un’altra persona così da avere un ISEE più basso.

Abbassare l’ISEE intervenendo sui beni immobili inabitati

Altra possibilità è quella di intervenire sulle proprietà. Il possesso di beni immobili, infatti, aumenta l’ISEE specialmente nel caso in cui questi sono inservibili e inabitati. Di conseguenza, conviene concedere l’immobile in usufrutto: la nuda proprietà dello stesso, infatti, non rientra nel calcolo dell’ISEE.

Abbassare l’ISEE richiedendo l’ISEE corrente

La terza via - che è anche quella più utilizzata - risponde alla possibilità di richiedere l’ISEE corrente. Questo si tratta di un parametro che anziché tener conto di redditi e patrimoni di due anni prima considera quelli dell’anno precedente.

Quindi, qualora la situazione economica sia più svantaggiosa nel 2020 rispetto al 2019, allora conviene richiedere l’ISEE corrente (che a differenza di quello ordinario ha validità 6 mesi) così da abbassare l’indicatore e avere maggiori possibilità di percepire prestazioni per il sostegno del reddito.

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# ISEE

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