IPO Plenitude, Eni: cosa c’è da sapere sulla quotazione in Borsa

Violetta Silvestri

23 Novembre 2021 - 13:22

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Eni ha presentato l’IPO di Plenitude, la newco che integra rinnovabili, energia e servizi energetici retail. Tutto quello che c’è da sapere sul debutto in Borsa della società, previsto nel 2022.

IPO Plenitude, Eni: cosa c'è da sapere sulla quotazione in Borsa

L’IPO di Plenitude, newco Eni, è stata ufficialmente lanciata.

L’Offerta Pubblica Iniziale della divisione, che integra le attività di retail gas&power e il settore rinnovabili, si preannuncia come la più importante del 2022 a Piazza Affari.

Considerata dal board societario la soluzione migliore per valorizzare la transizione energetica, la quotazione in Borsa di Plenitude è stata al Capital market Days il 22 novembre e sta già suscitando l’interesse di investitori e analisti per la capitalizzazione stimata e le potenzialità di business della nuova società.

Di seguito, tutto quello che c’è da sapere sull’IPO di Plenitude.

IPO Plenitude: tempi e dettagli sulla quotazione

Il comunicato ufficiale di Eni del 7 ottobre aveva annunciato il via libera alle operazioni necessarie per l’Offerta Pubblica Iniziale della divisione R&R, approvata dal CdA.

Con la presentazione al Capital Market Days del 22 nnovembre, la newco che debutterà in Borsa nel 2022 ha un nome: Plenitude.

La nuova società sarà finanziariamente indipendente da Eni. Stando a indiscrezioni, Mediobanca, Goldman Sachs e Credit Suisse sarebbero stati nominati global coordinator dell’operazione.

La divisione Eni che si appresta a debuttare in Borsa avrebbe una valutazione compresa tra i 9 e gli 11 miliardi di euro.

Come spiegato nella nota ufficiale, Eni ritiene che l’IPO sia la miglior soluzione per rendere evidente il valore del business rinnovabile e intende completare l’operazione nel 2022, in base alle condizioni di mercato.

La nuova entità sostiene la strategia a lungo termine di Eni: imporsi come una compagnia energetica decarbonizzata e incentrata sulla sostenibilità.

Eni Pelenitude: quanto vale e come sarà la nuova società

La divisione R&R del colosso oil mette insieme il business retail gas&power e il settore rinnovabili.

L’ad De Scalzi ha sottolineato che la creazione di Plenitude e l’Offerta Pubblica Iniziale:

“È il primo passo nella creazione di un soggetto industriale e finanziario volto a ridurre le emissioni di CO2 Scope 3, e si inquadra nel nostro più ampio impegno volto a creare valore attraverso la transizione energetica.”

La società dovrà integrare produzione da rinnovabili, soluzioni energetiche per i clienti e una rete di impianti di ricarica per i veicoli elettrici, in un’unica soluzione.

Stefano Goberti ricoprirà la carica di amministratore Delegato di Plenitude. La newco partità con un debito netto prossimo a zero dal 1° gennaio 2022.

Il programma annuale di investimento sarà di circa €1,8 miliardi, finanziati con la cassa generata dalla propria attività e il proprio debito.

Gli obiettivi strategici della divisione sono di sviluppare oltre 6 GW di capacità rinnovabile entro il 2025 e più di 15 GW per il 2030.

La stima societaria è di raggiungere oltre 15 milioni di clienti entro il 2030, superando gli attuali 10 milioni di utenti. L’ambizione è anche di rafforzare con oltre 30.000 punti di ricarica la rete di infrastrutture per la mobilità elettrica sul territorio nazionale.

La previsione sull’Ebitda di Eni R&R è di un incremento dai circa 0,6 miliardi di euro stimati nel 2021 a 1,3 miliardi di euro nel 2025.

Gli obiettivi della quotazione a Piazza Affari

L’IPO di Plenitude consentirà al gruppo oil di accrescere il suo ruolo nel promettente business delle rinnovabili.

Nello specifico, l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha evidenziato:

“Oggi, per valorizzare le nostre soluzioni tecnologiche e liberare il loro pieno potenziale, stiamo creando veicoli aziendali indipendenti, come Plenitude, con strutture finanziarie pienamente ottimizzate. Questa società attirerà nuovo capitale, libererà valore e accelererà la transizione energetica. Tramite l’IPO, puntiamo a liberare più risorse per offrire maggiori ritorni ai nostri azionisti e disporre di capitale aggiuntivo per la transizione energetica

La quotazione in Borsa, secondo le indicazioni aziendali, valorizzerà i punti forti della divisione Eni R&R, già considerata un modello esclusivo di business integrato, capace “di creare significative sinergie di costi, di stabilizzare i flussi di cassa grazie alla combinazione tra generazione di energia e vendite retail, e di creare opportunità legate alla fornitura di elettricità rinnovabile e servizi ai clienti, incrementando i ritorni sul capitale.”

Sul piano sostenibilità, si punta a:

  • emissioni nette pari a zero entro il 2040, con100% di energia decarbonizzata a tutti i clienti;
  • energia elettrica: vendite B2C completamente decarbonizzate già dal 2022;
  • gas: contratti di fornitura con emissioni Scope 3 azzerate tramite compensazione, per fornire il 100% di gas decarbonizzato entro il 2040

Le previsioni degli esperti sull’IPO Plenitude

C’è un generale ottimismo e una positiva accoglienza dell’IPO Plenitude tra gli analisti.

Secondo Equita Sim la nuova società quotata sarà un punto di riferimento per investimenti del settore e potrà attrarre debito ed equity preclusi alle società esposte all’oil&gas.

Bestinver Securities stima un valore di mercato di Eni R&R intorno ai 10 miliardi di euro, con una possibile raccolta di capitale per Eni di circa 2 miliardi da un’IPO al 30%.

Intesa Sanpaolo intravede una valutazione di mercato anche superiore, mentre gli esperti di Citi si esprimono con maggiore cautela, visto che “la materialità relativa di questo business [R&R] è solo circa il 9% del flusso di cassa operativo stimato per il 2025”. Ai dubbi si aggiunge il fatto che Eni vuole mettere in vendita solo una quota di minoranza.

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