Huawei Mate 40 Pro, la recensione: potenza ed eleganza che puntano alla perfezione

Matteo Novelli

18 Dicembre 2020 - 14:04

21 Dicembre 2020 - 09:09

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La recensione di Huawei Mate 40 Pro, un top di gamma che punta alla perfezione scegliendo un design elegante e un hardware potente ma che deve sottostare a qualche compromesso.

Huawei Mate 40 Pro, la recensione: potenza ed eleganza che puntano alla perfezione

La recensione del nuovo Huawei Mate 40 Pro non può non cominciare da una premessa: parliamo di uno smartphone a dir poco impeccabile dal punto di vista delle caratteristiche e prestazioni ma che soffre un po’ la mancanza dell’ecosistema Google (nonostante su questo Huawei abbia fatto un lavoro enorme, sopperendo al meglio l’assenza di servizi nativi di Big G).

Le app di Google ci sono? Sì, anche se bisogna ricorrere a qualche trucco. Huawei Mate 40 Pro, che porta la staffetta della serie Mate verso un nuovo livello di perfezione, è frutto di un lavoro a regola d’arte e testimonia gli sforzi del colosso cinese già a partire dall’estetica che a prima vista non può che impressionare l’utente.

Davanti ai modelli più recenti Huawei Mate 40 Pro non sfigura e si libera di quello sforzo imitativo che ancora pervade altri competitor (che guardano fin troppo ad Apple). Anche il Mate 40 Pro lo fa, con quel particolarissimo anello circolare dedicato alle fotocamere posteriori che tanto rimanda ai vecchi iPod Nano, ma sceglie la strada dell’originalità e della forma dolce ma affilata (schermo curvo e bordi cromatici). Vediamo insieme punti di forza e debolezze di questo modello di punta Huawei.

Huawei Mate 40 Pro: design ed ergonomia

Tenere in mano Huawei Mate 40 Pro richiede quel compromesso tipico di tanti modelli che puntano tutto su dimensioni esagerate che favoriscono schermi dalle misure estreme. Il Mate 40 Pro in questo senso non è poi così scomodo anche se nell’uso quotidiano si potrebbe sempre avvertire quel timore di star utilizzando qualcosa di estremamente fragile e prezioso.

Tutta suggestione comunque, perché i materiali scelti sono di prima qualità e portano avanti il discorso estetico della linea Mate: peso complessivo di 212 grammi, il giusto che garantisce leggerezza, e spessore pari a 9,1 millimetri. In tasca sì, fa sentire la sua presenza, ma niente di impossibile da far coesistere con la quotidianità.

Il design si compone di uno schermo OLED con un’importante curvatura ai bordi esterni laterali, pari a un angolo di 88° su uno schermo da 6,76 pollici. Il display edge fa sempre la sua figura a livello estetico ma richiede forse qualche sforzo di troppo nell’utilizzo quotidiano che un po’ penalizzano l’user experience (lo schermo curva un po’ troppo e vedere i tasti digitali incurvarsi perdendo luminosità può risultare fastidioso).

Il retro si caratterizza con un pannello opaco che, nella colorazione Silver, è davvero bello da vedere (grazie ai riflessi e giochi di luce dati dalla rifrazione, se proprio volete prenderlo evitare il nero). Peccato per le impronte che, come per tutti gli smartphone che optano per questo tipo di finitura, lasciano non poco il segno.

Il look di Huawei Mate 40 Pro, che reintegra i tasti fisici, non passa di certo inosservato ma allo stesso tempo potrebbe stranire, e allontanare, gli utenti abituati a linee più semplici e meno virtuosistiche.

Huawei Mate 40 Pro: display

Come già anticipato, Huawei Mate 40 Pro si compone di uno schermo curvo OLED da 6,7 pollici. Il panello è bellissimo, con i colori accesi e vividi pompati da una risoluzione pari a 1344 x 2772 pixel con supporto fino a 90 Hz.

Eppure qui l’estetica un po’ penalizza il tutto: la curvatura dei bordi è estrema e bellissima da vedere ma nell’utilizzo di tutti i giorni si notano i difetti di una scelta così coraggiosa, da premiare, ma che forse ha ancora bisogno di qualche rodaggio in più. Meglio cedere a linee più semplici che voler sbalordire a tutti i costi: lo schermo edge deve infatti sottostare a qualche aggiustamento che può far un po’ storcere il naso, su tutti i tasti che scivolano sui bordi deformandosi leggermente, i colori che inevitabilmente si sfalsano a seconda dell’angolo di visuale, le immagini che si curavano come un foglio quando lo schermo viene sfruttato per intero.

Niente di così drammatico ma è una scelta da abbracciare senza troppe mezze misure. Ottimo invece l’aways-on display che interagisce con i movimenti del nostro volto grazie ai sensori installati nel pannello anteriore.

Huawei Mate 40 Pro: hardware, tanto potenza sotto la scocca

Tanta estetica si accompagna però a un comparto tecnico di tutto rispetto. Mate 40 Pro fa girare il nuovo EMUI 11 contando su HiSilicon Kirin 9000 octa-core, processore di ultima generazione, puntando su 8 GB di RAM e 256 GB di memoria interna (espandibili con NM Card, attenzione non Micro SD).

Dal punto di vista della connettività abbiamo supporto completo a Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.2, supporto dual SIM (integrando una eSIM) e 5G. Completa il tutto il chip NFC per i pagamenti via smartphone e il GPS dual band.

Niente jack per le cuffie, in linea con l’andamento degli ultimi anni, ma auricolari con spina USB Type C disponibili all’interno della confezione. Sblocco 3D del volto perfettamente integrato nello schermo all’interno del piccolo foro (davvero da premiare il lavoro fatto dai tecnici Huawei per ridurre lo spazio occupato dal Notch fornendo allo stesso tempo una tecnologia per il riconoscimento facciale così sicura).

Huawei Mate 40 Pro: software, niente servizi Google ma tante app con Petal Search

Il Google Ban è stato un vero e proprio sgambetto per un’azienda leader nel campo mobile come Huawei. Dopo lo shock iniziale però Huawei si è rimessa all’opera, allontanando i timori di chi prevedeva una fine alla Windows Phone per l’azienda cinese.

Lo sforzo fatto da Huawei per fornire agli utenti tutti i servizi e app possibili è costante ed è sicuramente un elemento da premiare: c’è ancora molto da fare ma tanto è già stato fatto e le app principali sono ogni giorno di più e disponibili all’interno dell’App Gallery. Si può usare Google i servizi annessi? Ovviamente sì, basta accedere via browser ma non è possibile scaricare app tramite Google Play Store: una volta trovati Maps, YouTube e Gmail tutto quello che bisogna fare è crearsi un link nella propria home (la cui icona ricorderà proprio un’app) e utilizzare i vari applicativi nella loro versione browser (che, il più delle volte, è proprio quella delle app).

Da premiare anche la novità Petal Search che viene incontro agli utenti meno smanettoni e permette di trovare facilmente app non ancora presenti in maniera ufficiale su App Gallery: basta cercare il nome del software desiderato e fare tap su “scarica software” per avere in pochi secondi l’app desiderata su Mate 40 Pro (e su tutti gli altri smartphone Huawei usciti dopo il ban). Le app che mancano possono essere segnalate a Huawei, che raccoglierà così le informazioni sulle applicazioni di maggior interesse per gli utenti in modo da accelerare le operazioni di licenza conferendo priorità ad alcuni servizi rispetto ad altri.

EMUI 11 fa il suo dovere, ma non impressiona molto di più rispetto a quanto già visto nella sua precedente versione, mentre il device gira su Android 10 open.

Presente anche un’app di mappe nativa (oltre alle popolari alternative come Waze e TomTom) e l’assistente vocale Celia in italiano (le cui funzionalità però necessitano ancora di un’espansione idonea ai livelli delle altre IA rivali). Buone e interessanti le gesture per utilizzare lo smartphone senza toccare lo schermo.

Huawei Mate 40 Pro: fotocamere, LEICA al top e camera phone che guarda ai mobile creator

Degno della sua fama il comparto fotografico che completa Mate 40 Pro. Il modulo posteriore si compone di tre fotocamere principali: un sensore ƒ/1.9 da 50 megapixel, un grandangolo ƒ/1.8 da 20 megapixel e un sensore ƒ/3.4 dotata di stabilizzatore da 12 megapixel con zoom fino a 5x.

Cosa comporta questo golden trio firmato LEICA? Foto sempre perfette e di ottima qualità anche con condizioni di luce incerte, con risultati eccellenti in modalità notturna sia in maniera automatica che manuale: se dovete scattare di notte o in condizioni di scarsa luminosità questo è uno dei camera phone migliore sulla piazza.

L’IA tende a migliorare automaticamente gli scatti effettuati, rispetto al momento dell’inquadratura, garantendo sempre all’utente medio il miglior risultato possibile (ideale per chi ha fretta di postare i propri scatti nell’era di Instagram). All’interno dell’anello posteriore è presente anche un quarto sensore che è in realtà un laser autofocus, completa il tutto un sensore per la temperatura che ha il compito di migliorare i colori delle immagini. Ineccepibile poi anche la fotocamera frontale da 13 megapixel (ƒ/2.4).

Lato video impeccabile, sfruttando la qualità delle camere posteriori è possibile registrare in 4K a 60 fps o in Full HD, a seconda delle proprie esigenze, con qualche leggero problema di stabilizzazione.

Huawei ha pensato il Mate 40 Pro per i creator mobile: streamer, tiktokers, influencer, sono loro il pubblico a cui il colosso cinese vorrebbe mettere in mano questo device, fornendo la macchina giusta per divertirsi, e lavorare, all’interno dell’universo digitale.

Huawei Mate 40 Pro: prezzo

Il prezzo di un top di gamma del genere però confonde anche gli intenti di Huawei. Parliamo di 1.249 euro (per l’unica versione da 8 GB di RAM e 256 GB di memoria). Certo, siamo in linea con i competitor del settore e con un device che indubbiamente fa parte dell’Olimpo dei top di gamma (che già da tempo hanno ormai alzato l’asticella del prezzo).

Il Mate 40 Pro di Huawei non ha paura di proporre un prezzo che è senza dubbio in linea con le caratteristiche e prestazioni offerte da device simili, ma dimentica l’assenza dei servizi Google che si fa ancora sentire in una user experience dove Big G è ancora un importante polo (a dispetto degli incredibili e costanti sforzi fatti da Huawei).

A un prezzo leggermente inferiore è sicuramente un device da avere, soprattutto se cercate una resa fotografica eccellente e sopra la media e utilizzate abitualmente social e realtà digitali a scopi professionali.

Google potrebbe sempre ripensarci ma nel frattempo Huawei avrà costruito una realtà solida e indipendente che darà maggior sicurezza agli utenti che non vedono poi così di buon occhio il monopolio Google e Apple.

Huawei Mate 40 Pro: voto, pro e contro

Voto finale: 8

  • Pro: fotocamere d’alto livello e design che appaga chi premia prima di tutto l’estetica. Ottimo Petal Search e gran lavoro sull’integrazione delle app mancanti. Schermo che sorprende ma…
  • Contro: ...quei bordi osano un po’ troppo e si rivelano solo un vezzo stilistico. La mancanza dei servizi Google richiede qualche passaggio in più che potrebbe scoraggiare l’utente più pigro. Prezzo elevato a fronte di alcuni compromessi.

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