Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

Guardiamo ai francesi e agli inglesi: basta con le mezze misure, è giunta l’ora di decidere

Paolo Di Falco

4 novembre 2020

Guardiamo ai francesi e agli inglesi: basta con le mezze misure, è giunta l'ora di decidere

Mentre la Francia e l’Inghilterra entrano in lockdown da noi si discute su chiusure regionali in base all’indice RT. Se in Europa qualcuno ha il coraggio di fare scelte impopolari, noi ci accontentiamo delle mezze misure.

Nelle ultime settimane la curva dei contagi è cresciuta anche nel nostro Paese: quella seconda ondata di cui si parlava già a maggio è arrivata e purtroppo è evidente che ci siamo nuovamente fatti trovare impreparati. In molte regioni il tracciamento dei casi è andato in tilt, in altre gli ospedali, come a marzo, non riescono a gestire l’elevato numero di pazienti e per accedere alle strutture vi sono file chilometriche di ambulanze. In questo scenario la grande assente è la politica: una politica che non sa o che non vuole prendersi le proprie responsabilità, una politica che è ormai fatta da uno scaricabarile per attribuire colpe. Davvero paradossale è il fatto che si parla sempre e solo delle colpe, mai delle soluzioni. A complicare la situazione vi è un modo di esprimersi con cui si dice tutto e il contrario di tutto: quando le norme vengono presentate non si va mai dritti al punto ma si preferisce girare intorno, parafrasare per prevenire malumori e cercare di far contenti tutti. Un principio che a parer mio, non può assolutamente esistere in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo.

La chiarezza della Francia e dell’Inghilterra


Guardandoci intorno possiamo ben capire la differenza. La Francia da venerdì scorso si trova in lockdown, il presidente della repubblica francese Emmanuel Macron ha annunciato questa nuova stretta con chiarezza dato che ha dichiarato di aver “fatto tutto quello che era possibile, ma le misure prese ora non bastano più”. In Francia oltre ad essere garantita l’apertura delle scuole, resteranno aperti uffici pubblici, aziende agricole e alcune fabbriche perché “l’economia non può affondare”. Si potrà uscire solo per andare al lavoro o fare la spesa, con l’autocertificazione. Bar, ristoranti e negozi non essenziali sono chiusi.

Nell’Inghilterra di Boris Johnson dove i contagi continuano a salire (+ 18.967 nella giornata di ieri) tra la mezzanotte di oggi e domani scatterà il lockdown per quattro settimane. Il primo ministro britannico ha detto infatti che: “I contagi stanno salendo, addirittura oltre le nostre stime peggiori, il sistema sanitario non reggerebbe e i medici dovrebbero scegliere chi salvare e chi no. Insomma, non abbiamo scelta: dovete restare in casa. So quanti sacrifici vi sto chiedendo e l’impatto che queste misure avranno su lavoro ed economia, per questo vi voglio ringraziare tutti".

La confusione tutta italiana


n Italia invece le cose non filano così lisce: innanzitutto la parola lockdown è stata cancellata dal vocabolario del governo per timore di accrescere ulteriormente le proteste di questi giorni. E mentre si litiga sull’orario del presunto coprifuoco nazionale, circolano bozze che non fanno pensare ad un lockdown generale ma bensì regionale in base l’indice RT. Per quanto riguarda tutto il resto, non è lasciato alla sorte ma non c’è un’idea chiara e precisa. Non c’è neanche una certezza scientifica (proprio in questo campo dove a far da padrona è l’oggettività) dato che cambiando canale, cambiano i virologi e dopo distanza di mesi, incredibile, ma vero, cambiano anche le opinioni.

Se non ci aiutano i virologi, l’aria che si respira in parlamento non può di certo consolarci. L’altro ieri per esempio, il deputato leghista Borghi ha affermato che: ”Se guardiamo gli articoli semmai (il diritto alla salute n.d.r) è al 32esimo posto, il diritto al lavoro invece è al quarto. E l’articolo 1 dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sui Dpcm”. Parole che ci fanno capire come se all’esecutivo manca la chiarezza, parte dell’opposizione continua a rivolgersi alla pancia del Paese, continua un’eterna propaganda elettorale che, almeno per rispetto delle vittime, dovrebbe finire. Questa mancanza di chiarezza e “questo continuo cavalcare l’onda del momento” crea confusione in chi ascolta, in chi cerca di capirci qualcosa, in chi cerca di capire se l’indomani potrà riaprire o meno la sua attività.

Qualcuno definì l’Italia: "il paese delle mezze misure” e questa frase la trovo più attuale che mai per definire tutto quello che sta accadendo. Da studente liceale non pretendo che il governo, l’opposizione abbiano già pronte tutte le soluzioni in tasca per risolvere questa crisi, sarebbe davvero impossibile. L’unica cosa che vorrei è però un po’ di chiarezza, delle decisioni precise che non vengano condizionate dallo scontentare qualcuno o meno, e maggiore serietà da parte di chi occupa quei seggi (non poltrone) in Parlamento. Basta a scenate di chi si rifiuta di mettere la mascherina in parlamento, basta pensare ai sondaggi: pensiamo alla salute, al lavoro, alla scuola ma facciamolo subito e seriamente come sta accadendo in mezza Europa.

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Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.

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