Guadagnare con i videogiochi: consigli pratici per diventare Pro Gamers

Vi siete sempre considerati strateghi nati in League of Legends? Le probabilità di essere colpiti nel vostro FPS preferito sono più basse di una pioggia di meteoriti? Forse è ora di passare al livello successivo.

Guadagnare con i videogiochi: consigli pratici per diventare Pro Gamers

In America i videogiocatori sono da anni riconosciuti quali veri e propri atleti. E in alcuni casi arrivano a guadagnare con gli eSports più di chi scende in campo con un pallone alla disperata ricerca di un canestro, una porta o una linea di fondo.
Essere pagati per videogiocare è il sogno di tutti gli adolescenti, ma quanto è distante questo sogno dalla realtà nel 2014?

Starcraft, Halo, League of Legends e decine di altri videogame offrono concrete possibilità a chi dispone di talenti innati ed è pronto a lavorare sodo per raggiungere i propri obbiettivi. Milioni i videogiocatori che ci provano ogni giorno, ma quando quell’uno su mille ce la fa portare a casa assegni da cinque o sei zeri diventa ordine del giorno. Il primo passo per la vittoria è seguire attentamente i top player dei videogiochi più promettenti, cercando di capire come e quando la loro carriera ha preso la giusta piega catapultandoli nel mondo dei pro. Che abbiate 15 o 30 anni, non è mai troppo tardi per mettersi in gioco quando si è pronti a tutto.

Ecco qualche consiglio che vi darà una idea più precisa di quello è il mondo del gaming professionale e di come avvicinarsi a quel mondo tanto affascinante quanto apparentemente distante.

Pratica uber alles
Il primo passo è capire quanto siete disposti a sacrificare per la vostra carriera da videogiocatori. Un conto è essere il migliore giocatore nella cerchia dei propri amici, un altro essere in grado di passare su quel singolo gioco sei, sette ma anche otto ore al giorno. Week end inclusi. Perchè quello è il primo passo che vi porterà a diventare pro gamer. I migliori al mondo seguono programmi di allenamento definiti al pari di chi all’alba si siede nel proprio ufficio con otto ore lavorative che lo attendono. Mettetevi sempre alla prova con chi è migliore di voi, cercando avversari di cui non conoscete già background e strategie, cercando di annotare ogni minima variante di qualsiasi strategia.

Non abbandonate il vostro impiego
È sempre utile avere un piano B. Non trascurate la scuola o il vostro lavoro nella speranza di diventare professionisti dall’oggi al domani prima di avere certezze o sponsor disposti a sostenervi. Solo coi premi delle prime vittorie potrete proporzionalmente decidere di sacrificare qualcosa che non sia soltanto il vostro tempo libero.

Mai smettere di studiare
Qualsiasi successo nella vita è conseguenza di studi e analisi approfondite. Informatevi, aggiornatevi, non smettete mai di seguire e guardare le imprese e i gameplay dei migliori. Sono persone che hanno ricercato la perfezione per anni, e osservarli è il primo passo per l’emulazione. Seguito dalla pratica, costante e senza sosta.

Compiti a casa
Giocare ininterrottamente per ore e ore è senza dubbio uno dei punti fermi del lavoro. Ma presto o tardi dovrete rallentare il ritmo, andandovi a concentrare su quella che avrete constatato essere una delle vostre debolezze. Migliorate ogni singolo aspetto richiesto dal gioco, senza pensare esclusivamente al rendimento globale della vostra partita. Una volta trasformati i vostri punti deboli in punti di forza...scovatene di nuovi e ricominciate da capo!

Diventare parte attiva di una comunità
Il mondo dei videogiocatori è interattivo per natura, ed entrare a fare parte di una community vi permetterà di rimanere in contatto con appassionati e team di giocatori migliori e con più esperienza di voi, confrontare strategie e discutere della prossima mossa. Senza contare che qualche squadra potrebbe notarvi e offrivi un paio di partite di alto livello con loro. Non sottovalutate l’importanza dei contatti e il confronto quotidiano.

Imparate a controllare le vostre emozioni
La sconfitta sarà dietro l’angolo, ogni giorno. Anche quando avrete raggiunto la convinzione di essere i migliori. Anche i migliori giocatori del mondo hanno una percentuale di sconfitta che va dal 30 al 50 percento delle partite giocate. Perdere fa parte del percorso naturale verso il miglioramento e la perfezione, se vi ritrovate a vincere sempre qualcosa nel vostro programma di allenamento sta evidentemente andando storto. Non abbattetevi! Anche se difficile a credersi, la sconfitta in ambito gaming porta spesso più benefici della vittoria.

L’equilibrio sopra la follia
Avete deciso di affacciarvi al mondo del gioco per professionisti. Vi attendono migliaia di ore di pratica con conseguenti cali di prestazione, instabilità emotiva condita da qualche finestra di entusiasmo dovuto alla presa di coscienza di miglioramenti che si concretizzeranno in vittorie sempre più frequenti. Molti giocatori professionisti hanno cominciato ad allenarsi e giocare in tenera età, e ora si ritrovano a essere uomini navigati con una famiglia e figli sulle spalle. Non sottovalutate l’importanza di chi vi sta attorno per la vostra salute mentale, non trascurate le amicizie in favore di un paio di ore in più di pratica dopo una giornata di allenamento.

Non tutti nascono con la camicia
È fondamentale realizzare che non tutti nascono col talento giusto per diventare un giocatore professionista. Anche se siete bravi, potreste non avere le caratteristiche fisiche necessarie per eguagliare i migliori nemmeno dedicando al gioco una vita intera. Gli eSports richiedono precise qualità fisiche e mentali che non sono proprie di tutti i videogiocatori. Arrivare a compiere centinaia di azioni al minuto non è roba per tutti: il videogiocatore professionista raggiunge tempi di reazione con input e output che hanno quasi del soprannaturale. Semplicemente non tutti hanno le qualità innate per diventare dei pro, e in quel caso non saranno le centinaia o migliaia di ore di pratica a fare la differenza.

Ma questo vale per qualsiasi sport: potete essere bravi giocatori di golf, ma non vuol dire che dopo 10’000 buche di pratica vi trasformerete nel nuovo Tiger Woods, o che dopo 100’000 calci di punizione avrete raggiunto la maestri di Andrea Pirlo.

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