Green pass: per gli avvocati linee guida dal CNF, ma restano criticità

Teresa Maddonni

11 Ottobre 2021 - 17:33

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Il green pass dal 15 ottobre sarà obbligatorio anche per gli studi professionali e quindi anche per gli avvocati. Arrivano le linee guida del Consiglio Nazionale Forense, ma non mancano le criticità.

Green pass: per gli avvocati linee guida dal CNF, ma restano criticità

Il green pass sarà obbligatorio dal 15 ottobre per i lavoratori pubblici e privati tra cui rientrano anche gli studi professionali, quindi anche gli avvocati, per i quali arrivano indicazioni dall’Ufficio studi del Consiglio Nazionale Forense.

L’Ufficio studi ha analizzato il decreto n. 127 del 21 settembre 2021 che dal prossimo venerdì rende obbligatorio il green pass su tutti i luoghi di lavoro con controlli e relative sanzioni.

Se da una parte alcuni dubbi sono stati sciolti dalle FAQ governative e per la PA arrivano le linee guida di Brunetta, particolare è il caso di avvocati, architetti, commercialisti che si ritrovano a fare i conti con regole generiche e poco chiare.

Prime indicazioni per gli avvocati sul green pass obbligatorio arrivano dal CNF che però lascia aperti alcuni interrogativi.

Green pass avvocati: quando serve

Quando serve il green pass agli avvocati lo chiariscono le linee guida del Consiglio Nazionale Forense.

Nel dettaglio il green pass per gli avvocati dovrebbe essere obbligatorio, come per tutti gli studi professionali, in ufficio.

Il decreto del 21 settembre è molto chiaro sull’aspetto che riguarda, come sottolinea il CNF, l’accesso agli uffici giudiziari.

Gli avvocati che accedono agli uffici giudiziari, come i tribunali, possono farlo senza obbligo di green pass. Il decreto infatti stabilisce che non devono possedere la certificazione verde per l’accesso agli uffici giudiziari “gli avvocati e gli altri difensori, i consulenti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, i testimoni e le parti del processo”.

Green pass avvocati: come funziona l’obbligo in studio?

Ma se il decreto è chiaro sull’accesso agli uffici giudiziari per gli avvocati in qualità di difensori, non lo è per tutto il resto e quindi per lo studio professionale. Come abbiamo detto non solo per gli avvocati, ma anche per altri liberi professionisti. Il CNF infatti chiarisce:

“Le disposizioni introdotte sono formulate (volutamente) in maniera del tutto generica, senza alcuna distinzione tra artigiani, professionisti, piccole, medie e grandi imprese [...] prevedendo l’obbligo di green pass per accedere anche ai luoghi di lavoro del settore privato non solo per i lavoratori dipendenti, ma altresì «per tutti i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di cui al comma 1, anche sulla base di contratti esterni.»”

Il CNF sottolinea alcune criticità ovvero che gli avvocati sono considerati alla stregua di tutti i lavoratori del settore privato “sebbene occorra valutare la compatibilità degli obblighi introdotti (come si prevede, espressamente, in punto di estensione degli obblighi gravanti sui magistrati anche ai magistrati onorari) con l’autonomia e l’indipendenza professionale, oltre che con le circostanze del caso concreto.”

Il CNF sottolinea come, a leggere il decreto, l’avvocato sia tenuto a rispettare l’obbligo di green pass dal prossimo 15 ottobre e così anche:

  • dipendenti (segretarie e segretari);
  • collaboratori;
  • praticanti, i quali svolgono l’attività lavorativa presso lo studio professionale;
  • colleghi dello studio professionale (studi associati, associazioni e società tra professionisti, colleghi con i quali si condivide l’uso di alcuni locali).

L’Ufficio studi del CNF sottolinea come non ci si possa esimere tuttavia dal rilevare delle criticità e specifica infatti che si tratta di liberi professionisti, autonomi e indipendenti.

Ancora scrive l’Ufficio studi:

“In secondo luogo, potrebbe verificarsi una situazione paradossale qualora al professionista venga impedito l’accesso al proprio studio, perché privo di green pass, e negata la possibilità di accedere ai fascicoli dei propri clienti, non essendo comunque stato introdotto un obbligo di vaccinazione o di possesso del certificato verde tout court, bensì solo ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro”

Dal Consiglio Nazionale Forense per l’obbligo di green pass per gli avvocati degli studi professionali riscontrano anche la criticità che riguarda i clienti.

Gli incontri tra avvocato e cliente infatti si svolgono nei locali adibiti a studio professionale. Dall’Ufficio studi fanno notare come effettivamente il cliente non sia tenuto a mostrare il green pass quando accede allo studio professionale. Un punto interrogativo viene avanzato anche in rapporto ai controlli. A chi spetta la verifica del green pass degli avvocati?

Stando a recenti chiarimenti sugli studi professionali la responsabilità dei controlli, nel caso di studio associato per esempio, è del rappresentante dello stesso. Il 15 ottobre è vicino, ma dagli avvocati c’è attesa per ulteriori chiarimenti.

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