Gli effetti del nuovo taglio dei tassi in Cina: nuovi dubbi per la Fed?

Livio Spadaro

26 Ottobre 2015 - 14:41

Sesto taglio dei tassi di interesse della PboC in un anno. I motivi della decisione, gli effetti sull’economia cinese e sull’economia globale: la Federal Reserve rimanderà ancora il rialzo dei tassi?

Gli effetti del nuovo taglio dei tassi in Cina: nuovi dubbi per la Fed?

La People’s Bank of China (PboC) ha ridotto Venerdì i tassi di interesse per la sesta volta in un anno.
La decisione arriva un giorno dopo le parole del presidente della BCE Mario Draghi, che aveva aperto la strada a possibili aumenti del QE a Dicembre o ad un ulteriore taglio dei tassi di interesse se i dati di Dicembre non daranno i segnali di ripresa sperati.

La nuova mossa della PboC potrebbe sollevare nuovi dubbi sull’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed nel 2015.

L’effetto della politica PboC sull’economia globale: dubbi sul rialzo dei tassi USA

Il taglio dei tassi, e più in generale la politica monetaria cinese, porterà ad una svalutazione dello Yuan il che potrebbe far riflettere ulteriormente la Fed sull’aumento dei tassi di interesse nel 2015. Con la svalutazione della moneta cinese infatti, la Federal Reserve dovrà pensarci bene prima di alzare i tassi.

Infatti lo Yuan debole rende più difficile la decisione della Fed sul rialzo dei tassi, poiché il debito cinese e quello di molte imprese maggiori della Cina sono in Dollari e quindi un Dollaro più forte potrebbe mettere in difficoltà l’economia cinese che significherebbe difficoltà per Paesi emergenti e per il petrolio.

Dall’altro lato è vero anche che le politiche monetarie espansive dell’Europa, del Giappone e della Cina fanno in modo da rendere queste zone più competitive e meno esposte a rischi di shock della crescita, il che potrebbe favorire un futuro (per futuro si intende dopo il 2015) rialzo dei tassi da parte degli USA che dovrebbero essere capaci di assorbire l’aumento dei tassi vista la potenziale crescita globale.

Per ulteriori approfondimenti è possibile leggere il nostro recente articolo sul rialzo dei tassi della Fed.

Cina, taglio dei tassi della PboC: gli effetti sull’economia cinese

Nel particolare, la PboC taglierà i tassi di prestiti annuali al 4,35% dal precedente 4,6%, mentre il tasso annuale di deposito passerà all’1,5% dal precedente 1,75%. Inoltre, i requisiti di liquidità per tutte le banche sono stati ridotti di 50 punti base, con possibile estensione di altri 50 punti per alcuni istituti bancari.

La Cina quindi, si sta allineando alle politiche monetarie delle economie più importanti, visto che sia in Europa che in Giappone sono previste ulteriori misure di politica economica espansiva, mentre negli USA prima o poi arriverà il tanto sospirato aumento dei tassi di interesse.

Il nuovo taglio dei tassi voluto dalla PboC serve a gestire meglio alcuni problemi che inficiano sulla crescita del Paese.

Il rischio del credito ha fatto in modo che i capitali finissero in settori poco produttivi dell’economia e che andassero principalmente a favore delle imprese statali fortemente indebitate. La PboC permetterà alle banche di avere maggiore libertà di decidere come impostare i tassi di deposito, per fare in modo di migliorare la concorrenza tra gli istituti di credito e di girare i flussi verso i settori produttivi dell’economia.

L’abolizione del tetto dei tassi di deposito permetterà ai risparmiatori di vedere incrementare gli introiti dei loro risparmi ma la manovra potrebbe far destabilizzare il settore bancario. Per questo motivo, la PboC gestirà comunque i tassi in modo da evitare shock sui prestiti.

Il taglio dei tassi permetterà di combattere il fenomeno della deflazione che stà colpendo diversi settori dell’economia. In particolare la manovra dovrebbe stimolare gli investimenti ed i consumi, permettendo quindi l’eliminazione della deflazione.

Inoltre, la gestione libera dei tassi farebbe entrare lo Yuan nel basket delle riserve valutarie del Fondo Monetario Internazionale, rendendo quindi la moneta cinese una riserva monetaria per altri Paesi.

Inoltre, l’abbassamento dei requisiti di riserva per le banche, dovrebbe mettere una toppa sull’emorragia dei capitali della Cina. Infatti a Settembre la fuoriuscita di capitali ha toccato il suo massimo di 194 miliardi di Dollari eccedendo il massimo di Agosto di 147 miliardi.

Con l’economia in rallentamento, la fuoriuscita di capitali aggrava la crescita del PIL e quindi la PboC deve correre ai ripari per cercare di tenere più flussi possibili all’interno del Paese. L’abbassamento dei requisiti dovrebbe permettere di dare una spinta dei prestiti bancari, facendo in modo che il deflusso dei capitali venga in qualche modo rallentato.

Attenzione alla riunione fiume del Partito Comunista Cinese di questi giorni

A seguito di queste manovre della PboC sarà interessante vedere l’esito della riunione fiume del Partito Comunista Cinese (PCC) che si riunirà a partire da oggi fino a Giovedì.
Durante questa riunione, il partito deciderà le linee guida che la Cina dovrà seguire per i prossimi 5 anni. Nella riunione del partito comunista si parlerà di temi politici, sociali ed economici. In particolare, il focus sarà proprio sui temi economici poiché il rallentamento della crescita economica del Paese ha fatto in modo di riportare l’attenzione dei policy makers sul settore per cercare di riportare la fiducia tra gli investitori.

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