Giudice sportivo: quanto guadagna, cosa fa e requisiti

15 ottobre 2020 - 09:03 |
15 ottobre 2020 - 09:07 |

Il giudice sportivo è una carriera molto ambita tra gli esperti di diritto (e appassionati di sport): vediamo cosa fa esattamente, come diventarlo e i guadagni.

Giudice sportivo: quanto guadagna, cosa fa e requisiti

Un giudice sportivo è colui che presiede e giudica i procedimenti e i contenziosi assicurando l’applicazione della Giustizia sportiva, che ha una disciplina differente da quella dettata dal Codice civile e penale.

Molti giuristi sognano questa carriera, anche perché particolarmente redditizia. Per diventarlo occorrono innanzitutto una formazione giuridica (come avvocato, notaio o magistrato), attitudine allo sport e la conoscenza approfondita dei regolamenti delle Federazioni.

In questo articolo spiegheremo come e chi può diventare giudice sportivo e le prospettive di guadagno.

Cosa fa il giudice sportivo

Iniziamo a vedere di cosa si occupa un giudice sportivo. Essi sono istituiti presso ogni Federazione e si distinguono in giudici sportivi nazionali, territoriali e Corte sportiva di appello. I primi due sono nominati direttamente dal Consiglio federale su proposta del presidente tra i soggetti che presentano i requisiti che andremo a vedere più avanti (stabiliti dalla stessa Federazione), la loro carica dura 4 anni e non sono rieleggibili per più di due mandati.

Giudici sportivi nazionali e territoriali risolvono le controversie in tema di:

  • regolarità delle gare, dei campionati e dello status di giocatori e tecnici e omologazione dei relativi risultati;
  • comportamenti degli atleti, dei tecnici e dei tesserato durante la competizione sportiva;
  • ogni altro fatto rilevante che avviene durante la gara.

Invece la Corte sportiva d’appello funge da secondo grado di giudizio e riceve i ricorsi alle decisioni dei giudici nazionali e territoriali.

Chi può fare il giudice sportivo: i requisiti

L’elenco dei requisiti richiesti al giudice sportivo è molto lungo; questa figura, infatti, è un ibrido e deve avere sia competenze giuridiche che meriti sportivi. Possono far parte della Giustizia sportiva:

  • professori universitari di ruolo in materie giuridiche, anche a riposo;
  • magistrati di qualsiasi giurisdizione con almeno 10 anni di esercizio delle funzioni, anche a riposo;
  • avvocati, notai o avvocati dello Stato con almeno 10i anni di anzianità nella funzione, anche a riposo.

Mentre l’incarico di giudice sportivo nazionale e componente della Commissione disciplinare può essere svolto da:

  • professori universitari di ruolo in materie giuridiche, anche a riposo;
  • ricercatori universitari e degli enti di ricerca di ruolo in materie giuridiche, anche a riposo;
  • magistrati di qualsiasi giurisdizione, con almeno cinque anni di esercizio delle funzioni, anche a riposo;
  • avvocati, notai o avvocati dello Stato con almeno cinque anni di anzianità nella funzione, anche a riposo.

Possono essere nominati Giudici sportivi territoriali e componenti delle Commissioni disciplinari territoriali:

  • laureati in giurisprudenza;
  • diplomati delle scuole superiori che siano stati tesserati per la FIGC per almeno cinque anni;
  • diplomati delle scuole superiori che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza nell’ordinamento sportivo.

Come si diventa giudice sportivo?

Per diventarlo occorre partecipare ad un apposito bando. I bandi di concorso vengono periodicamente pubblicati sul portale della Commissione di garanzia della giustizia sportiva (la CGGS); qui sono fissati i requisiti, i termini e le modalità di partecipazione.

I bandi per giudici sportivi sono divisi per LNP-Serie A, LNP-Serie B, Lega Pro, Procuratore Federale e Vicario e Vice Procuratore. Naturalmente ogni bando ha le sue peculiarità. Tuttavia il punto in comune è senza dubbio la conoscenza approfondita della giustizia sportiva nonché il possesso dei requisiti di onorabilità civile e professionale.

Quanto guadagna un giudice sportivo?

Veniamo ora agli aspetti economici. In teoria l’incarico di giudice sportivo è gratuito ma i numerosi indennizzi ne fanno una carriera piuttosto redditizia. I compensi variano in base al ruolo ricoperto. Se prendiamo ad esempio un giudice che si occupa della Seria A (quindi all’apice della gerarchia) tra indennità di trasferta e altri benefici egli percepisce all’incirca:

  • 70.000 euro per gli incontri internazionali
  • 40.000 euro per 25 partite a stagione

Questi gli indennizzi di “base” stabiliti dalla FIGC a cui si aggiungono i rimborsi e i gettoni per ogni partita (ogni singola competizione della Serie A vale 3.800 euro).

Argomenti:

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