Giorno del Ricordo: cos’è perché il 10 febbraio si ricordano le foibe

Matteo Novelli

10 Febbraio 2021 - 09:56

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Perché il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo: ecco cosa sono le foibe e perché è importante ricordarne la tragedia.

Giorno del Ricordo: cos'è perché il 10 febbraio si ricordano le foibe

Perché il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo: la giornata istituzionale è stata indetta dal 2004 per ricordare le vittime dei massacri delle foibe e il conseguente esodo giuliano-dalmata.

Accanto alla Giornata della Memoria, il Giorno del Ricordo si lega a un altro drammatico episodio storico che ancora in molti ignorano, derivato dalle violenze e uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1947 (gli anni cruciali della Seconda Guerra Mondiale).

Alla tragedia delle foibe sono stati dedicati alcuni film e fiction TV ma solo recentemente ne è stato istituito un giorno dedicato alla sua commemorazione, denominato appunto Giorno del Ricordo. Ecco perché.

Perché il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo

La data del 10 febbraio per il Gorno del Ricordo è stata scelta e istituita con legge n.92 il 30 marzo 2004 e tale giorno non è stato frutto di una scelta casuale.

Il 10 febbraio del 1947 infatti furono firmati i trattati di Pace a Parigi con il quale si assegnavano l’Istria, Quarnaro, Zara e parte del territorio del Friuli Venezia Giulia alla Jugoslavia.

I territori in questione erano stati assegnati all’Italia con il Patto di Londra (accordo che segnò l’ingresso italiano nella Prima Guerra Mondiale anni prima) mentre la Dalmazia venne annessa a seguito dell’invasione nazista in Jugoslavia.

Con il ritorno di questi territori alla Jugoslavia ci fu un vero e proprio massacro e una rappresaglia feroce che colpì cittadini italiani spesso innocenti (ma colpevoli implicitamente di essere sotto il regime fascista) e lontani da quello che, purtroppo, le truppe fasciste avevano fatto durante l’occupazione jugoslava.

Si andò a configurare quella che gli storici identificano come pulizia etnica: prigionia, campi di lavoro forzato e morte nelle foibe coinvolsero fra i 4.000 e i 5.000 cittadini (stima ancora oggi approssimativa). Non tutti morirono infoibati, termine che indica l’uccisione tramite le foibe, ma perirono all’interno dei sistemi di pulizia etnica attuati dalle truppe jugoslave.

Molti scapparono e da qui si ricorda anche il grande esodo che coinvolse tra le 250mla e 350mila persone (nel periodo compreso tra il 1945 e il 1956).

Cosa sono le foibe

E allora le foibe? Si sente spesso questa frase, soprattutto nei dibattiti che riguardano forme politiche estremiste che mettono in contrapposizione le violenze fasciste e comuniste.

Caterina Guzzanti aveva trasformato le fobie in uno sketch, riassumendo uno dei tratti caratteristici di Vicky di CasaPound (uno dei suoi più celebri personaggi). Attenzione però: il massacro delle foibe è una tragedia italiana, non fascista o comunque non legate alle idee di estrema destra.

Cosa sono le foibe?

Le foibe sono delle insenature naturali costituite da grandi caverne verticali presenti nei territori del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria. Veri e propri inghiottitoi naturali che nelle zone carsiche sono presenti in grande abbondanza: una vera e propria trappola naturale, si restringe scendendo in profondità per poi chiudersi riallargandosi in un bacino che impedisce l’uscita e rende difficile la risalita e o i soccorsi e il recupero.

Gli eccidi delle fobie, perpetrati dai partigiani jugoslavi, vedevano le vittime giustiziate gettandole vive all’interno di queste cavità, dove erano solitamente spinte o costrette a lanciarsi.

Gran parte dell’utilizzo delle foibe in questi territori, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu per occultare i corpi dei caduti derivati dagli scontri nazifascisti e partigiani, nascondendo il numero di vittime delle violenze causate dal movimento di liberazione croato e sloveno. Molto spesso le vittime venivano fucilate nei pressi di queste cavità e poi gettate al loro interno, celando un crescente numero di esecuzioni e omicidi.

Foto in copertina di emydvx - CC BY-SA 3.0

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