Chiusura in rosso per la borsa di Tokyo, che non riesce a dare seguito al tentativo di rimbalzo in corso fino a metà seduta. La borsa giaponese era riuscita a guadagnare anche più dell’1,5% nell’intraday, ma poi è calata nel finale chiudendo con un ribasso dell’1% a 12.834 punti. La chiusura sotto quota 13mila punti rappresenta per l’indice azionario Nikkei-225 un’indicazione di debolezza. A pesare sull’andamento della borsa di Tokyo sono i timori legati allo scoppio di una bolla nel settore del credito in Cina e la forza dello yen.
In realtà la People’s Bank of China ha rassicurato gli investitori internazionali, dichiarando che non esiste alcun rischio di credit crunch e che la liquidità sul mercato interbancario è abbondante. Secondo la PBOC il recente rialzo dei tassi interbancari su livelli record è da imputare a fattori legati alla stagionalità. La borsa di Shanghai ha chiuso ancora una volta in calo, segnando una flessione dell’1,4%.
Gli investitori temono che le autorità cinesi non siano in grado di gestire l’espansione del sistema bancario ombra e l’eventuale scoppio di una bolla nel credito. Si teme un hard landing con conseguenze molto negative per tutta la regione del Far East asiatico e per il commercio internazionale. Sul forex lo yen si rafforza con il clima di avversione generalizzato al rischio (risk off). Il cambio dollaro-yen è sceso sotto 97,50, mentre euro-yen si avvia verso il breakout ribassista di 127,30.
© RIPRODUZIONE RISERVATA