Chiusura negativa per la borsa di Tokyo, con l’indice azionario Nikkei-225 che perde lo 0,7% a 12.969 punti. L’indice è così tornato sotto la soglia psicologica di 13mila punti, dimostrando che l’azionario nipponico è in una fase caratterizzata da instabilità e debolezza. Pesa molto il rischio di un credit crunch in Cina, ma anche il timore che le eccessive dimensioni raggiunte dal sistema bancario ombra cinese possano creare instabilità nel sistema finanziario di Pechino.
Intanto, la borsa di Shanghai chiude ancora in deciso calo, con una perdita del 2,4% registrata a meno di un’ora dalla chiusura delle contrattazioni. Ieri era stata riscontrata una perdita del 5,3%, mentre Shenzhen aveva perso addirittura il 6,4%. Si salva invece la borsa di Hong Kong, che sale dello 0,1%.
In Cina il tasso interbancario a 7 giorni è sceso al 5,dal 7,53% del giorno prima, ma giovedì scorso aveva toccato un picco record all’11,62% facendo temere il peggio. Le autorità monetarie cinesi vogliono risolvere il prima possibile il problema del sistema bancario ombra, che vede aziende che si fanno prestare soldi dalle banche non per investire in attività produttive ma per prestare denaro ad altre aziende a tassi maggiorati.
Secondo alcuni esperti la stretta del credito potrebbe portare la Cina a non centrare i target di crescita del governo. Il premier Li Keqiang sarebbe il primo a non riuscirci dai tempi della crisi del Sud Est asiatico del 1997-1998. Ieri Goldman Sachs ha tagliato le stime sul pil cinese al 7,4% dal 7,8%, quindi sotto il 7,5% stimato dal governo di Pechino.
Intanto sul forex il clima di avversione al rischio non ha portato a un deciso rafforzamento dello yen, che solitamente sale nelle fasi di maggiore incertezza e turbolenza dei mercati finanziari. Il tasso di cambio dollaro-yen è stabile poco sotto 97,50, mentre il cross euro-yen sta rimbalzando con decisione: i prezzi sono tornati a 128.
© RIPRODUZIONE RISERVATA