La giornata si è aperta con un annuncio clamoroso: la Germania dice addio al nucleare e annuncia che entro il 2022 metterà sotto chiave tutte le sue centrali. Il ministro dell’ambiente tedesco Norbert Roettgen ha sottolineato che si tratta di una decisione «irreversibile». Il piano prevede che siano le energie rinnovabili a prendere il posto delle centrali. Già adesso la Germania, il paese più industrializzato d’Europa, copre il 23 per cento del proprio fabbisogno energetico grazie a fotovoltaico, eolico, biomasse e simili. Fra il 2020 e il 2030 le rinnovabili arriveranno al 70-80 per cento. Sul mercato valutario la notizia ha penalizzato e continua a penalizzare colossi come E.On e RWE che si mostrano in coda al Dax di Francoforte. Bene invece i titoli legati alle energie rinnovabili, come SolarWorld e Vestas che sempre a Francoforte registrano buoni guadagni. Renewable Energy Corp., produttore di solar-wafer ha guadagnato il 3,3 per cento, portnadosi a 12,94 corone. Vestas Wind Systems, il più grande produttore di turbine eoliche, è salito del 2,7 per cento, toccando le 150.9 corone.
L’euro (EUR) si è indebolito per la prima volta in tre giorni contro il dollaro (USD), sostenendo il valore delle esportazioni europee. Il cambio tra la moneta unica ed il dollaro si attesta a 1,4282 dopo l’ultima chiusura a 1,4310 USD. La moneta unica ritorna sui suoi passi, dopo i massimi toccati venerdì scorso, quando la Grecia aveva rassicurato sulla propria capacità di ripagare i debiti contratti con le istituzioni internazionali.
L’Europa sarebbe pronta a concedere nuovi aiuti al Paese ma i leader europei pretenderebbero più voce in capitolo sulle decisioni che riguardano la finanza pubblica ellenica. Secondo il Financial Times sarebbero in discussione nuovi aiuti alla Grecia, che in cambio dovrebbe consentire una valutazione collegiale dei problemi che riguardano il Fisco, le privatizzazioni ed una serie di altre misure di austerity. Attesa anche una incentivazione ai possessori di bond greci a estendere il programma di rimborsi del debito statale.
Bruxelles procede con un ribasso dello 0,12% a 2652,5 punti, Zurigo è piatta con un un +0,08% a 6494,8 punti, Parigi mostra un vantaggio dello 0,1% a 3955,1 punti ed Amsterdam con un progresso dello 0,23% a 346,87 punti. Bene Francoforte +0,4% a 7191,92 punti, mentre Madrid rimane sulla parità con un +0,06% a quota 10267,8.
Sentenza di morte
La speculazione che la Grecia ristrutturerà il proprio debito e la preoccupazione sulle prospettive per le altre economie dell’ Euroregione sta peggiorando e continua, dal mese di febbraio, a gravare sui mercati azionarri. Lo Stoxx 600 è sceso del 4,2 per cento dal valore più elevato di quest’anno, toccato il 17 febbraio, portando la propria valutazione a 11,2 volte gli utili stimati delle sue società.
Il Primo Ministro greco George Papandreou ha detto che, non essendo risucito ad ottenere il sostegno dei principali partiti di opposizione, sarà lui a portare avanti nuove misure di austerità Un comitato internazionale di ispettori ha concluso che il paese ha perso tutti gli obiettivi di bilancio concordati nel suo piano di salvataggio.
I colloqui del FMI con i funzionari greci per valutare i risultati fiscali del paese continuano. Una ristrutturazione del debito sarebbe una «sentenza di morte» e avrebbe un drammatico impatto destabilizzante sull’Euroregione, ha affermato Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della BCE, al Financial Times.
Banche Greche
Alpha Bank, terzo più grande creditore della Grecia, è precipitato del 5,3 per cento a 3.03 €, il più basso dal luglio 1995. EFG Eurobank Ergasias SA (EUROB), la seconda banca del paese, è scesa del 2.3 per cento a 2.99 euro.
Dexia SA (DEXB), la banca che ha beneficiato della maggior parte degli aiut della Federal Reserve (che le avrebbe offerto fino a 37 miliardi di dollari di finanziamenti attingendo ai fondi di vari programmi federali) è aumentato dell’1.3 per cento a 2,45 euro, estendendo il guadagno della scorsa settimana. L’istituto di credito con sede a Bruxelles è salito del 4,8 per cento il 27 maggio, giorno in cui Il cda del gruppo ha deciso all’unanimita’ di accelerare la ristrutturazione finanziaria, annuncinado la cessione anticipata di asset che saranno contabilizzati nel secondo trimestre e che sono stati quantificati a 3,6 miliardi.
«Questa transazione è una buona notizia, perché il mercato può ora concentrarsi sulla buona performance del core business di Dexia», hanno scritto gli analisti di Natixis in un rapporto di oggi, ribadendo la raccomandazione «buy» sulle azioni.