Per gran parte del 21 aprile Gemini ha risposto «i nostri server hanno raggiunto la capacità massima», anche a chi paga l’abbonamento. E non è un caso: le regole dell’AI stanno cambiando per tutti.
- Per buona parte di martedì 21 aprile 2026 Gemini ha risposto con un messaggio di server saturi, anche su account con Gemini Pro incluso in Workspace.
- Non è un problema isolato: dal 25 marzo 2026 Google dà priorità agli account paganti, OpenAI ha ridotto i limiti per tutti a febbraio e ha ritirato i modelli gratuiti più capaci.
- La direzione è chiara: l’AI come l’abbiamo usata finora — gratis, sempre disponibile, senza limiti reali — sta diventando un servizio a due velocità.
Ieri ho provato a usare Gemini Pro come faccio ormai spesso per un supporto su mille attività diverse e, per gran parte della giornata, ho ricevuto sempre la stessa risposta: «I nostri server hanno raggiunto la capacità massima. Riprova più tardi.»
Non si trattava di un account gratuito ma di un account Workspace con abbonamento Pro attivo. Non è stato neanche un errore episodico: ore intere di indisponibilità sul piano a pagamento.
Bloccato su Gemini sono passato a Claude (gratuito) che ha raggiunto il limite dopo pochi scambi chat. «Ok», ho pensato, «è l’occasione per provare la versione a pagamento da 18€ al mese». Attivata, lavoro per meno di un’ora, di nuovo limiti raggiunti. Entro la fine della giornata ho dovuto fare 2 pagamenti extra per non rimanere bloccato, consumando circa 10€ di extra costo in token, per una singola giornata.
Ciò che vado scrivendo da tempo inizia ad avverarsi: l’AI inizia a essere venduta al suo vero costo (o tende a quello, magari ancora non ci siamo) e la fase del «gratis per tutti» sta finalmente finendo.
Come sostengo da tempo sarà questo a far scoppiare la bolla: l’AI rimarrà ma sarà uno strumento professionale usato da pochi, che lo pagano molto.
La disoccupazione da AI arriverà lo stesso, meno di quanto si ipotizzi oggi, e dove potranno le aziende sostituiranno tre persone con magari una persona e una licenza AI che costa quasi come una seconda, con una produttività complessiva maggiore. Danni, ma non cataclismi. E opportunità per chi rimarrà sapendo «far fruttare» questi strumenti al meglio, aumentando il proprio valore di mercato.
Cosa è successo con Gemini il 21 aprile
Il messaggio di errore di Gemini si è propagato su più piattaforme tra la mattina e il pomeriggio di martedì, con segnalazioni anche dai forum ufficiali di Google. Non si è trattato di un down classico: il sistema rispondeva, ma rifiutava le richieste con un HTTP 503 «no capacity» — il codice che indica un modello completamente saturo, non un rallentamento temporaneo.
Gemini Out
Google Gemini non disponibili anche per chi ha PRO
La vera sorpresa è che il problema ha colpito anche i conti paganti, inclusi i profili Workspace con Gemini Pro integrato. Su un thread ufficiale della community, decine di utenti Pro hanno segnalato nelle ultime settimane un crollo improvviso del limite giornaliero, passato da 100 a 25 prompt senza alcun preavviso.
Non è un caso isolato: i limiti si stanno abbassando da settimane
Il 25 marzo 2026 Google ha cambiato il sistema di instradamento del traffico. Il nuovo criterio dà priorità di elaborazione agli account paganti di fascia alta — Google AI Ultra in testa, che costa 274,99 euro al mese — e declassa gli altri durante i picchi. Chi ha Pro lo sente meno, ma lo sente.
OpenAI sta facendo la stessa cosa con meno rumore. Da metà febbraio 2026 ha ritirato GPT-4o, GPT-4.1 e GPT-5 Instant dal pubblico. I piani gratuiti oggi ricevono 10 messaggi ogni 5 ore sul modello top (GPT-5.3); gli utenti Plus da 20 dollari al mese ne hanno 160 ogni 3 ore. Oltre quella soglia si viene retrocessi in automatico sulla versione «mini» del modello, quella più veloce ma sensibilmente meno brillante.
Per chi non l’ha ancora notato, money.it ha già messo a confronto le differenze reali tra ChatGPT e Gemini e quale AI conviene davvero usare: uno schema utile per capire su quale piattaforma si è più esposti al problema.
Perché sta succedendo: il conto dell’AI non torna
La spiegazione tecnica è semplice: l’infrastruttura non tiene. I tre grandi — Alphabet, Microsoft e Meta — hanno speso circa 78 miliardi di dollari in capex nel solo terzo trimestre, l’89% in più dell’anno precedente, quasi tutti in data center e GPU. Eppure la capacità continua a non bastare.
La conseguenza è una curva netta: ogni GPU che non viene venduta a un cliente enterprise che paga diventa un costo secco. E siccome la domanda business è in esplosione, gli utenti gratuiti e i piani consumer più economici sono i primi a vedersi ridurre l’accesso. È quello che money.it racconta da mesi sui segnali di una possibile bolla dei costi dell’intelligenza artificiale.
Cosa cambia per chi usa l’AI ogni giorno
La fase del «prova tutto gratis» sta finendo. Le direzioni sono tre, e conviene conoscerle:
- Modelli migliori solo a pagamento. Le versioni più capaci (GPT-5.4 Pro, Gemini 3.1 Pro High) sono già dietro i piani da 200 dollari al mese o sopra.
- Limiti dinamici sul free e sul Plus. I tetti di messaggi non sono più fissi: scendono nei momenti di picco, salgono la notte.
- Declassamento automatico. Finito il limite, la chat continua ma sul modello «mini» — molto meno preciso su ragionamenti complessi.
Un effetto collaterale da non sottovalutare: chi fino a ieri usava l’AI come strumento di lavoro gratuito (preparare riassunti, bozze, traduzioni, codice base) sta iniziando a perdere ore per lentezza e indisponibilità. A conti fatti, la scelta è tra pagare un abbonamento o accettare che l’AI torni a essere uno strumento di contorno, non il core della giornata lavorativa.
Il consiglio per non restare a piedi
Prima di pagare alla cieca, conviene capire quanto si usa davvero l’AI. Per un utilizzo medio (2-3 prompt lunghi al giorno) un piano Plus da 20 dollari basta ancora. Per chi lavora con l’AI più di un’ora al giorno il piano top è diventato razionale, anche se il salto a 200 dollari è brusco.
Esiste però una strada intermedia e legittima per chi usa Gemini: sul sito di money.it c’è la guida al trucco per avere Gemini AI Pro gratis per un anno tramite la promozione per studenti universitari. Non è per tutti, ma per chi può attivarla vale 264 euro risparmiati.
E tu, hai notato l’AI più lenta negli ultimi giorni? Scrivici nei commenti sui nostri profili social quale strumento stai usando e come è cambiata la tua esperienza. Se un giorno l’AI gratis non esistesse più, pagheresti per averla?
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