“Fronte Repubblicano”, ecco i cinque punti del manifesto di Carlo Calenda

Carlo Calenda lancia il suo “Fronte Repubblicano”: cinque punti per opporsi a “un Governo che è un incrocio tra sovranismo e fuga dalla realtà”.

“Fronte Repubblicano”, ecco i cinque punti del manifesto di Carlo Calenda

L’esito dei ballottaggi delle elezioni amministrative ha prodotto uno scossone in seno al Partito Democratico, uscito ora di colpo da una sorta di torpore letargico in cui era sprofondato a partire dallo scorso 4 marzo.

A cercare di dare una scossa al partito ci sta provando Carlo Calenda che sulle colonne de Il Foglio ha presentato il suo “Fronte Repubblicano”, un manifesto che si basa su cinque punti fondamentali per “riorganizzare il campo dei progressisti”.

Il “Fronte Repubblicano” di Carlo Calenda

Alla fine è stato l’ultimo arrivato in casa Partito Democratico, si è iscritto pochi giorni dopo la debacle delle elezioni politiche, il primo a fare la sua mossa in vista anche del Congresso del partito e le prossime primarie per la segreteria.

Come annunciato nei giorni scorsi, Carlo Calenda ha scelto le colonne de Il Foglio per illustrare il manifesto di quello che l’ex ministro ha ribattezzato “Fronte Repubblicano”, pensato per andare oltre “gli attuali partiti e aggreghi i mondi della rappresentanza economica, sociale, della cultura, del terzo settore, delle professioni, dell’impegno civile”.

Con l’Italia “prima grande democrazia occidentale a cadere sotto un Governo che è un incrocio tra sovranismo e fuga dalla realtà”, per far fronte a questa “minaccia mortale” Carlo Calenda ha quindi definito il suo manifesto che si fonda su cinque grandi priorità.

Tenere in sicurezza l’Italia

Tenere in sicurezza l’Italia. Sotto il profilo economico e finanziario: occorre chiarire una volta per tutte che ogni riferimento all’uscita dell’Italia dall’euro ci avvicina al default. Deficit e debito vanno tenuti sotto controllo, non perché ce lo chiede l’Europa ma perché è indispensabile per trovare compratori per il nostro debito pubblico. Sotto il profilo della gestione dei flussi migratori proseguire il “piano Minniti” per fermare gli sbarchi. Accelerare il lavoro sugli accordi di riammissione e gestione dei migranti nei paesi di transito e origine secondo lo schema del “Migration Compact” proposto dall’Italia alla UE. Creare canali di ingresso regolari e selettivi. Occorre infine ribadire con forza la nostra appartenenza all’Occidente, all’alleanza atlantica e al gruppo dei paesi fondatori dell’Ue, come garanzia di stabilità, sicurezza e progresso.
Proteggere gli sconfitti

Proteggere gli sconfitti

Proteggere gli sconfitti. Rafforzando gli strumenti come il reddito di inclusione, nuovi ammortizzatori sociali, le politiche attive e l’apparato di gestione delle crisi aziendali in particolare quanto causate dalla concorrenza sleale di paesi che usano fondi europei e i vantaggi derivanti da un diverso grado di sviluppo per sottrarci posti di lavoro. Approvare il salario minimo per chi non è protetto da contratti nazionali o aziendali. Allargare ad altri settori fragili il modello del protocollo sui call-center per responsabilizzare le aziende e impegnarle su salari e il no a delocalizzazioni.

Investire nelle trasformazioni

Investire nelle trasformazioni. Finanziare un piano di formazione continua per accompagnare la rivoluzione digitale. Proseguire il piano impresa 4.0 e portare a 100.000 i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori. Implementare la Strategia Energetica Nazionale e velocizzare i 150 miliardi di euro previsti per raggiungere i target ambientali di CoP21. Aumentare la dotazione dei contratti di sviluppo e del fondo centrale di Garanzia per ricostituire al Sud la base industriale che serve per rilanciarlo. Rivedere il codice degli appalti per velocizzare le procedure di gara. Mantenere l’impegno sulla legge annuale per la concorrenza. Prevedere un meccanismo automatico di destinazione dei proventi della lotta all’evasione fiscale alla diminuzione delle tasse, partendo da quelle sul lavoro.

Promuovere l’interesse nazionale in UE e nel mondo

Promuovere l’interesse nazionale in UE e nel mondo. Abbiamo bisogno di un forte senso della patria per stare nel mondo e in UE. Partecipando al processo di costruzione di una Unione sempre più forte, in particolare nella dimensione esterna (migrazioni, difesa, commercio), tra il nucleo dei membri storici ma ribadendo la contrarietà all’inserimento del fiscal compact nei trattati europei e all’irrigidimento delle regole sulle banche. Promuovere la rimozione dei limiti temporali sulla flessibilità legata a riforme e investimenti approvata sotto la Presidenza italiana della UE. Sostenere la conclusione di accordi di libero scambio per aprire nuovi mercati al nostro export, ma mantenere una posizione intransigente sul dumping rafforzando clausole sociali e ambientali nei trattati.

Conoscere

Conoscere. Piano shock contro analfabetismo funzionale. Partendo dalla definizione di aree di crisi sociale complessa dove un’intera generazione rischia l’esclusione sociale. Estensione del tempo pieno a tutte le scuole. Programmi di avvio alla lettura, lingue, educazione civica, sport per bambini e ragazzi. Utilizzo del patrimonio culturale per introdurre i bambini e i ragazzi all’idea, non solo estetica, di bellezza e cultura.

In sintesi la mission di Calenda è quella di mettere in sicurezza i conti del paese, aumentare gli strumenti di tutela sociale (Reddito di Inclusione e salario minimo), proseguire la strada dell’impresa 4.0, rafforzare il legame con l’Europa e promuovere la cultura con un “piano shock contro analfabetismo funzionale”.

In tutto questo discorso resta però da capire quale sarà il ruolo del Partito Democratico. Non è un mistero che l’ex ministro vorrebbe andare oltre ai dem, con questa battaglia che potrebbe trovare l’appoggio dell’ala renziana del partito ma si scontrerebbe con la ferrea volontà della minoranza di rifondare il PD senza però stravolgerlo.

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