Sul forex la grande sorpresa del 2015 potrebbe essere il rally di fine anno dell’euro, che da ieri sta dominando la scena sul valutario con un boom di «buy». Il cambio EUR/USD è già passato da 1,0520 a 1,0980 in poche ore!
Il boom della quotazione dell’euro sui mercati internazionali, a seguito del meeting della BCE di ieri, potrebbe essere la grande sorpresa di fine anno visto che la maggior parte degli analisti finanziari di banche d’affari e broker prospettavano un imminente crollo verso la parità (o addirittura più in basso). L’istituto monetario di Francoforte non ha rafforzato il piano di quantitative easing, salvo estendere la durata di altri 6 mesi, deludendo non poco le aspettative degli investitori che si aspettavano ormai l’avvio del cosiddetto “QE2”.
Tra l’altro la Bundesbank ha rincarato la dose, sostenendo che ulteriori misure monetarie ultra-espansive - per combattere il rischio di bassa inflazione nel tempo - non sono affatto necessarie. Insomma è stata una doccia fredda per i “sell”, che hanno così ritirato le scommesse ribassiste aperte nelle ultime settimane. A tirare i remi in barca sono stati sia i piccoli trader privati sia i grandi investitori istituzionali, che ora guardano con interesse a una possibile long di breve periodo sulla moneta unica.
D’altronde ciò che conta sui mercati finanziari è il prezzo (la cosiddetta “price action”), per cui ora potrebbe diventare appetibile addirittura la long sull’euro almeno da qui a fine dicembre. La valuta continentale non dovrebbe recuperare terreno solo nei confronti del dollaro americano, bensì anche contro altre valute importanti (yen, sterlina e commodity currencies su tutte). E forse aveva ragione il team di esperti sul forex della UBS, che qualche giorno fa ammetteva di essere contrarian rispetto al sentiment generale del mercato aspettandosi un cambio Euro/Dollaro a 1,20 entro fine 2016.
La banca d’affari elevetica è stata una delle poche a preventivare una ripresa dell’euro, sebbene il trend di inversione vada ancora confermato nelle prossime sessioni. Già oggi ci sarà la prova del nove, con la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti (disoccupazione e non-farm payrolls). Non bisogna dimenticare che a metà mese ci sarà anche il meeting del FOMC, con la FED attesa dal primo rialzo dei tassi di interesse da metà 2006. I trader, però, dovrebbero essere sazi dello short su Euro/Dollaro e guardare con maggiore interesse a una risalita della quotazione verso 1,11 prima e 1,15 poi.
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