Fisco, reati tributari: Renzi dice basta ai furbi, ma il decreto aiuta gli evasori

Vittoria Patanè

31 Dicembre 2014 - 12:59

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Il decreto sui reati tributari alleggerisce le pene contro l’evasione fiscale. Ma Renzi non voleva combattere i furbi?

Poco più di un mese fa, e più precisamente lo scorso 27 novembre, era arrivato l’annuncio in pompa magna del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi:

«Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità. E’ finito il tempo dei furbi, serve onore e disciplina».

La dichiarazione del Premier che affermava la volontà di lottare a tutto campo contro l’evasione fiscale era presente in tutte le prime pagine dei giornali. I quotidiani nostrani parlavano di un’Italia nuova in cui l’evasore sarebbe diventato il nemico pubblico numero uno.

Ma, come al solito, tra il dire e il fare c’è di mezzo la politica (non il mare) e il decreto legislativo sui reati tributari, approvato dall’Esecutivo il 24 dicembre, non solo non rispecchia le affermazioni sopra citate, ma sembra essere l’ennesimo regalo (con tanto di fiocco) a quei furbi contro cui Renzi aveva detto di voler combattere.

Sempre meno evasori rischieranno di finire nelle patrie galere, le soglie di punibilità vengono innalzate, mentre numerosi processi rischiano di saltare proprio a causa dell’aumento a 150mila euro (da 50mila) della suddetta soglia per il mancato versamento IVA.

Insomma un decreto che, a conti fatti, ai furbi conviene, eccome se conviene.

Per l’omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, a partire dal 2015 dunque, sotto i 150mila euro scatterà unicamente una sanzione amministrativa. Secondo i calcoli effettuati dal Sole 24 Ore questo farà sì che il 30% dei processi attualmente in corso salti per effetto del favor rei. ?er la precisione: 9mila archiviazioni su 25mila fascicoli aperti.

La sanzione penale non si imporrà neanche sulle false fatture fino a mille euro, depenalizzando de facto un reato che fino a oggi veniva punito con una pena che variava da 18mesi a 6 anni di reclusione. Riassumendo: con il decreto sui reati tributari, gli evasori non andranno in carcere, ma riceveranno solo una multa.

Il Sole 24 Ore spiega infatti che:

«Per far uscire dalle Procure i fascicoli con le violazioni più contenute la bozza di decreto legislativo esaminato dal Governo esclude il reato in tutti i casi in cui l’importo delle imposte - sui redditi e Iva - evase non supera il 3% di quelle dichiarate.... Va considerata l’incognita dell’autoriciclaggio in vigore da giovedì 1° gennaio. Il nuovo reato farà «rivivere» gli illeciti commessi in passato e già prescritti, perché dalla data del reimpiego delle somme ottenute dall’evasione inizierà a decorrere il nuovo termine di prescrizione. Va ricordato però che l’autoriciclaggio non scatterà per chi aderirà alla voluntary disclosure per il rientro dei capitali».

Insomma invece di inasprire le pene, il Governo alleggerisce le sanzioni attualmente in vigore. Buon 2015 a tutti gli evasori d’Italia.

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