Fisco, tassa sui morti: IVA al 10% sui funerali e non solo. La riforma in 4 punti

Simone Micocci

3 Luglio 2015 - 15:30

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Presentato in Parlamento il ddl «tassa sui morti»: nuove tasse sui funerali e i cimiteri, dall’IVA al 10% alla tassa sulle tumulazioni. Ecco le novità in 4 punti.

Il progetto di legge presentato in Parlamento dall’onorevole del Partito Democratico Stefano Vaccari, potrebbe non essere esente da polemiche.

Nel ddl sul riordino dei servizi funerari, è, infatti, prevista quella che è stata ribattezzata come “tassa sui morti”, in cui sono previsti numerosi rincari fiscali su tutte le spese funerarie.

Questa legge, se approvata, rivoluzionerebbe sia le normative dei cimiteri, sia quelle riguardanti le imprese funebri, con quest’ultime che rischiano di dover chiudere in massa.

Tasse sui morti in aumento: i 4 punti della riforma

  1. Regolarizzazione delle imprese funebri. La novità che più ha mosso le critiche del settore è quella per cui è prevista una riduzione delle agenzie funebri presenti sul territorio.
    Nel disegno di legge è previsto, infatti, che le imprese che organizzano dai 301 ai 1000 funerali l’anno, dovranno assolutamente avere tre mezzi di proprietà, più sei dipendenti assunti a tempo indeterminato, con l’aggiunta di un direttore tecnico.
    Nel caso invece i funerali siano maggiori di 1.000, l’agenzia dovrà essere in possesso di quattro carri funebri, oltre a dodici dipendenti iscritti sul libro paga.
    Tutte le aziende, che non saranno in linea con queste regole, saranno costrette a chiudere, o ad essere assorbite da aziende più grandi.
    Da una previsione futura si prevede che, in seguito all’entrata in vigore della legge, solamente 600 imprese funebri saranno presenti su tutto il territorio.
  2. Aumento dell’IVA. Il servizio funebre, che fino ad oggi è esente dall’IVA, sarebbe tassato del 10%.
    L’IVA però non graverebbe sull’agenzia funebre, bensì sul consumatore finale. La prospettiva è che un funerale in media costerà 300€ di più, anche se è prevista la detrazione fiscale per servizi come la tumulazione.
    Tuttavia le famiglie a basso reddito, non avendo abbastanza capienza per ulteriori detrazioni, non possono ottenerla, e questo rende ancora più gravoso l’inasprimento fiscale.
  3. Tassa fissa sulle operazioni. Per ogni operazione funeraria e cimiteriale, come cremazioni e tumulazioni, è prevista una tassa di 30 euro. Il valore di questa tassa non è fisso, in quanto ogni anno verrà ricalcolata in base agli indici Istat.
  4. I comuni dovranno destinare il 20% della TASI alla manutenzione cimiteriale.
    Nel caso in cui i comuni posseggano un cimitero monumentale, avranno l’obbligo di restaurarlo. L’operazione sarà finanziata dalla percentuale della TASI destinata alla manutenzione.
    Questa normativa potrebbe gravare indirettamente sulle tasche del cittadino, in quanto il comune sarà costretto ad alzare l’aliquota per finanziare le operazioni. Sono esenti i comuni con un cimitero di recente costruzione, anche se, sul territorio italiano, sono in netta minoranza rispetto a quelli di origine ottocentesca.

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