Fintech: nuovo mindset per la Compliance 4.0

Digital finance tra Regulation e Trasformazione Digitale: compiti, sfide e prospettive della Compliance 4.0. Questi e molti altri i temi sotto la lente all’Open Summit del CeTif, partner di Money.it.

Fintech: nuovo mindset per la Compliance 4.0

In questi ultimi anni i costi di compliance nel sistema finanziario stanno aumentando esponenzialmente: 300 miliardi di dollari è l’ammontare delle sanzioni normative dopo la crisi del 2008, il cash out IT per interventi di Compliance è pari al 13,8% del totale 2016 e il volume delle modifiche alle normative tra il 2008 e il 2015 è aumentato del 492%.

A questi si aggiunge la necessità, per le Banche e le Compagnie Assicurative italiane, di ripensare ai propri prodotti, servizi e business model al fine di migliorare la customer experience, ridurre il time to market e migliorare la redditività.

In questa fase di forte transizione, la funzione compliance gioca un ruolo sempre più strategico nella creazione di valore aggiunto per il business ma, allo stesso tempo, vive una vera rivoluzione dei propri modelli organizzativi, delle competenze dei team coinvolti e nel rapporto con i propri interlocutori (business, organi apicali e Regulator).

Obiettivo principale per entrambe le direttive è la tutela e la protezione del cliente in tutte le fasi del customer journey: dall’ideazione del prodotto, al momento del collocamento e al costante monitoraggio della relazione. Questo indirizzo ha impatti significativi soprattutto in termini di dati da ottenere, analizzare, archiviare e integrare per raggiungere una conoscenza esaustiva, completa e corretta del cliente, non più solo a fini di marketing, ma anche per rispondere alle richieste della normativa.

A questi temi di carattere organizzativo e di scambio informativo tra produttore e distributore, sul tavolo delle istituzioni si aggiungono anche la definizione del significato e delle implicazioni del servizio di consulenza associata ai prodotti assicurativi, l’ottemperanza dei requisiti professionali di chi colloca i prodotti e degli organi di vertice (soprattutto per quello che concerne la conoscenza dei prodotti in commercializzazione) e, infine, gli obblighi di informativa al cliente sul prodotto, sui meccanismi di inducement e conflitti di interesse, all’interno dei KID e dei DIP.

Compliance R-Evolution

MiFID II e IDD, entrate in vigore nel 2018, stanno richiedendo sforzi ingenti sia alle Banche sia alle Compagnie. È quanto evidenziano i risultati delle analisi condotte dal Business Compliance HUB 2018 presentati in occasione del CeTIF Open Summit tenutosi giovedì 5 luglio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con Crif, Enterprise, GFT, IBM, Promontory, RGI e SAS.

Per rispondere alla “tempesta normativa” in atto, Data Driven Approach, RegTech e Mindset forward looking diventano i driver della Compliance R-Evolution: all’interno della funzione compliance si inizia infatti ad avvertire l’esigenza di un arricchimento e diversificazione delle competenze che consentano di utilizzare linguaggi comuni alle controparti interne (Compliance 4 Digital), ma anche di prendere in considerazioni soluzioni tecnologiche per lo svolgimento delle attività di controllo (Digital 4 Compliance).

Compliance By Design

Per far sì che questo avvenga, il bagaglio delle competenze tecnico-legali all’interno della funzione compliance si ridurrà del 25% nei prossimi 2 anni a fronte di un aumento del 60% di know how tecnologico e di processo, come risulta dalle analisi condotte all’interno del Business Compliance HUB 2018. Tuttavia il 58% delle istituzioni analizzate non prevede di creare, nel prossimo futuro, team dedicati al supporto e all’advisory nei progetti di digital transformation, sia interni che esterni alla funzione compliance.

Sviluppare e incrementare la pervasività della funzione nei confronti del business, degli organi di vertice, e anche verso l’IT, sono priorità strategiche per tutti i Chief Compliance Officer, in una logica di “Compliance by Design” che richiede di comprendere fin da subito il momento e la modalità opportune con le quali intervenire nei progetti.

Per gli operatori che desiderano affrontare da protagonista questa rivoluzione, la tecnologia diventa fattore abilitante: Robotica (per il 58% del panel), Advanced Analytics (33%) e Cognitive (25%) sono strumenti necessari per migliorare l’efficienza interna della compliance e consentirle di giocare un ruolo chiave e strategico nei processi di controllo ex ante e nella relazione complessa, sfidante e interlocutoria, soprattutto per le tematiche di innovazione tecnologica, con i Regulator.

CeTIF - Centro di Ricerca su Tecnologie, Innovazione e Servizi Finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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