Fiat ha comunicato di aver raggiunto nelle scorse ore un importante traguardo. La principale casa automobilistica italiana ha infatti svelato che il pickup Fiat Toro è arrivato alle 300 mila unità prodotte presso lo stabilimento FCA di Goiana nello stato di Pernambuco in Brasile.

Il pickup Fiat Toro festeggia le 300 mila unità prodotte in Brasile

Fiat Toro viene realizzato nello stesso stabilimento di Jeep Renegade e Compass con i quali infatti condivide numerosi componenti.

Il pickup di medie dimensioni fin da subito quando è arrivato sul mercato nel 2016 si è dimostrato un vero successo commerciale contribuendo con le sue vendite a far crescere ulteriormente il marchio italiano nel principale mercato latino americano dove attualmente il brand di Torino è il più amato in assoluto.

Il pickup medio ha cambiato la storia di Fiat in Brasile

Herlander Zola, Direttore del marchio Fiat e delle operazioni commerciali del Brasile è ovviamente soddisfatto del successo commerciale del pickup Toro affermando che questo modello ha cambiato la storia del marchio italiano nel continente sudamericano.

Infatti fino a quel momento si pensava che in Brasile la casa di Torino potesse vendere solo piccole auto. Basti pensare che il veicolo ha raggiunto una quota del 92% nel segmento dei pickup di medie dimensioni.

Fiat Toro attualmente dispone di motori 1.8 fino a 139 cavalli e 2.0 diesel da 170 cavalli e trazione 4 × 4, con cambio automatico a 6 o 9 rapporti. Il veicolo adesso attende il motore Firefly 1.3 Turbo da 150 cavalli.

Attualmente è in corso lo sviluppo del restyling del celebre modello che dovrebbe arrivare nel corso del 2021. Più volte sono stati avvistati in strada in Brasile i prototipi camuffati della nuova versione di Toro che in Brasile in molti attendono con ansia.

Infine, sempre a proposito di Fiat Toro, segnaliamo che entro la fine del prossimo anno è previsto in Brasile l’arrivo della versione SUV. Questa nel design oltre che dallo stesso pickup prenderà spunto dalla concept car Fiat Fastback mostrato al Salone di San Paolo nel 2018.