Nuovo problema in Nord America per il gruppo Fiat Chrysler Automobiles. Questa volta la società del numero uno Mike Manley deve fare i conti con la carenza di semiconduttori, un problema che ultimamente affligge molte case automobilistiche.

Fiat Chrysler costretta a chiudere due suoi impianti in Nord America

Per questo motivo Fiat Chrysler è stata costretta a chiudere temporaneamente lo stabilimento di Brampton in Ontario Canada. In questa fabbrica vengono realizzate auto quali Chrysler 300, Dodge Charger e Challenger.

La carenza di semiconduttori sarebbe alla base di questa decisione

Oltre a Brampton ci sarebbe anche un altro stabilimento di Fiat Chrysler in procinto di sospendere le sue attività negli Stati Uniti per il medesimo motivo. Questo secondo impianto però per il momento non è stato ancora comunicato.

La carenza di semiconduttori è dovuta alla forte richiesta di essi per smartphone e computer dovuta all’utilizzo sempre più massiccio di questi prodotti a livello globale a causa dei lockdown che hanno costretto le persone a stare a casa per via della pandemia di coronavirus COVID-19.

Anche Ford, Nissan e Honda hanno dovuto prendere decisioni simili al gruppo italo americano nei giorni scorsi

Anche Honda in Giappone ha accusato gli stessi problemi e anche altre case automobilistiche in altre parti del mondo così come Fiat Chrysler in Nord America si preparano a chiudere momentaneamente le proprie fabbriche.

Anche Ford in USA e Nissan in Giappone infatti dovranno interrompere la produzione di alcuni loro modelli in alcuni siti produttivi. Per quanto riguarda Fiat Chrysler ricordiamo che mentre Chrysler 300 ormai non ha più molto mercato in Nord America, estremamente popolari rimangono Dodge Charger e Challenger le cui consegne ovviamente potrebbero subire qualche ritardo a causa di questo intoppo.