Famiglie italiane, meno debiti ma anche meno risparmi. Il paradosso europeo

Alberto De Pasquale

20/03/2026

Nel nostro Paese le famiglie hanno uno dei più bassi rapporti tra debito e reddito disponibile: cosa significa ed è davvero solo una buona notizia?

Famiglie italiane, meno debiti ma anche meno risparmi. Il paradosso europeo

C’è un’Europa che investe e si indebita e un’altra che risparmia e mantiene un atteggiamento prudente. L’Italia appartiene senza dubbio alla seconda categoria, dato che ha uno dei più bassi rapporti in Ue tra debito e reddito disponibile. Generalmente, nei Paesi del Nord Europa, nelle economie considerate più forti, a maggiore produttività e con redditi elevati e alta capacità di spesa, le famiglie finiscono per indebitarsi molto di più che negli Stati del Sud e dell’Est del continente, dove prevale la cautela.

Banalizzando il concetto si potrebbe dire che dove c’è più benessere diffuso, esiste anche maggiore propensione a contrarre debito, perché si confida nella propria capacità di ripagarlo. Ci sono alcune eccezioni e la questione è molto più complessa di così, anche perché esistono pro e contro da considerare per ciascuno dei contesti appena descritti. Una particolarità per il caso italiano, comunque, c’è: siamo una delle economie europee più forti, ma le famiglie si comportano in modo simile a quelle delle economie più deboli.

Per capirci qualcosa bisogna scorrere i dati Eurostat sul gross debt-to-income ratio delle famiglie, appunto sul rapporto tra debiti lordi, come mutui, prestiti e finanziamenti e il reddito disponibile. Dalla relazione tra questi due valori è possibile comprendere il livello di indebitamento delle famiglie in ogni Paese dell’Unione Europea.

In termini molto semplificati, considerando che il reddito disponibile rappresenta le risorse finanziarie che le famiglie hanno per provvedere a consumi e risparmio nel corso di un anno, se il rapporto tra debito e reddito è pari al 100% significa che mediamente le famiglie avrebbero bisogno di un intero anno per estinguere tutti i propri debiti (nel caso, chiaramente solo ipotetico, in cui non si aggiungessero nuovi interessi o spese). Con un rapporto al 50% sarebbero necessari sei mesi, e così via: sono esempi di scuola che possono aiutare a visualizzare il livello di indebitamento.

L’indebitamento degli italiani

Arriviamo quindi ai dati. Nel 2024 il rapporto debito/reddito in Italia è stato del 55,2%, ossia uno dei più bassi d’Europa e a livelli molto vicini a quelli dei Paesi dell’Est. Nonostante sia la terza economia europea, su questo aspetto l’Italia è molto più simile alle ultime economie dell’Unione. Per esempio, siamo più vicini alla Romania, per citare l’ultimo Paese europeo per indebitamento, dove il rapporto è di poco superiore al 20%, che alla seconda economia Ue.

L’indebitamento in Europa

Per la Germania infatti si sale a circa il 75,3%, mentre per la Francia si supera il 90,9%, un valore decisamente più alto, anche se ancora basso rispetto a quelli che si raggiungono nel Nord Europa. In Svezia il rapporto debito/reddito supera il 150,4%, in Lussemburgo il 164,4% e nei Paesi Bassi va oltre il 180,5%.

Indebitamento delle famiglie europee Indebitamento delle famiglie europee Rapporto debito lordo/reddito disponibile nelle prime dieci economie Ue (2024)

Cosa significa un rapporto alto

Valori così eterogenei tra Paesi del Nord e del Sud ed Est Europa sottolineano le profonde differenze tra le condizioni delle famiglie, ma anche nel mondo del lavoro e nelle economie nel loro complesso. Quando il rapporto è alto, tendenzialmente è un segnale di un’economia con maggiore accesso al credito, nella quale quindi le famiglie possono anticipare consumi e investimenti (a partire dalla casa). Più prestiti possono portare a più consumi e investimenti e quindi a vantaggi per l’economia. L’inconveniente di uno stile di vita molto “indebitato” è che bisogna essere in grado di sostenerlo: nel caso di redditi in calo o crescita dei tassi, il rischio di default è concreto.

Cosa significa un rapporto basso

Nel caso di un basso rapporto, come per l’Italia, i vantaggi immediati sono una maggiore stabilità finanziaria, un basso rischio di insolvenza e più capacità di reagire agli shock economici. Inoltre, più reddito disponibile può significare più consumo o risparmio. Ma ovviamente c’è il rovescio della medaglia anche in questo caso: con meno accesso al credito è più difficile finanziare grandi acquisti e la minore propensione all’indebitamento può rappresentare una scarsa fiducia nella crescita.

La cultura del risparmio

L’indebitamento degli italiani sta calando. Negli ultimi quindici anni il rapporto debito/reddito disponibile si è mantenuto spesso sopra il 60%, sempre tra i più bassi d’Europa, ma comunque a livelli più alti di quelli attuali. Dal 2022 si è abbassato nettamente, complice un aumento del reddito disponibile (con alta occupazione e bassa disoccupazione) ma probabilmente anche grazie alla proverbiale cultura del risparmio, uno dei fattori chiave citati spesso a proposito del basso indebitamento delle famiglie italiane.

I numeri però dicono che gli italiani hanno pochi debiti, ma non risparmiano poi granché rispetto a quanto fanno le famiglie europee più indebitate. Nel 2024 le famiglie italiane hanno avuto un tasso di risparmio di quasi il 12%, ossia hanno messo da parte in media il 12% del proprio reddito disponibile. In Francia, nonostante l’indebitamento più alto, i risparmi sono stati quasi il 18%, in Germania il 20% e perfino nella Svezia dei debiti al 150% il risparmio delle famiglie è stato comunque del 18%.

Fonte:
Eurostat