F24 autocompilato: versa 100mila euro di Iva per sbaglio, ma l’Agenzia delle Entrate non li rimborsa

Un agente di commercio ha versato 100mila euro di Iva per un errore nell’autocompilazione dell’F24. Cifra non ancora rimborsata dall’Agenzia delle Entrate, ecco perché.

Pagare 100 mila di IVA per sbaglio per colpa di un errore nell’auto-compilazione online dell’F24? È successo ad un agente di commercio di Pordenone, operante nel settore delle forniture di caffè, che si è reso conto del fattaccio solamente dopo aver inviato il modello F24 per il pagamento dell’Iva trimestrale.

Starete sicuramente pensando che si tratta di un errore che non avrà avuto delle conseguenze disastrose, poiché la somma versata per sbaglio sarà stata immediatamente rimborsata dall’Agenzia delle Entrate. Ebbene vi sbagliate, perché dopo un mese e mezzo l’agente di commercio di Pordenone non ha ancora ricevuto indietro i 100mila euro versati per sbaglio. Anzi, secondo fonti vicine all’Agenzia delle Entrate, esiste la possibilità che questa ingente cifra non venga mai restituita.

Ma andiamo con ordine e vediamo com’è stato possibile che un semplice agente di commercio abbia pagato 100mila euro di Iva per un trimestre, e soprattutto perché l’Agenzia delle Entrate si rifiuta di restituirli.

F24 autocompilato: 100mila euro versati per sbaglio, ecco l’errore

Probabilmente l’agente di commercio protagonista del fatto ha compilato il modello online dell’F24 per pagare l’Iva trimestrale con poca accortezza. E la sua vicenda deve essere di insegnamento per tanti altri contribuenti, perché in alcuni casi si può incorrere in errori difficilmente risolvibili.

Nel dettaglio, al momento dell’autocompilazione la virgola è stata scambiata per un punto e i 967,30€ di Iva trimestrale sono diventati 96.730€. Il contribuente si reso conto dell’errore solamente dopo aver stampato il modulo, ma inizialmente non ha capito la gravità dell’accaduto. Infatti, era convinto bastasse comunicare l’errore all’Agenzia delle Entrate per ricevere immediatamente un rimborso.

Ma così non è stato, perché come vedremo di seguito non è così scontato che il contribuente riceva indietro i suoi soldi.

E pensare che fino a qualche mese prima l’errore nell’autocompilazione dell’F24 non avrebbe avuto nessuna conseguenza poiché, come dichiarato da Luca Schiavon a La Stampa, nel suo conto corrente non c’era abbastanza denaro per effettuare il versamento dei 100mila euro di Iva. Tuttavia, qualche mese prima ha ricevuto dei soldi dalla vendita di un immobile, ed è per questo che il sistema automatico non ha rifiutato il pagamento per “mancanza di liquidità”.

F24 autocompilato: perché l’Agenzia delle Entrate non ha restituito i 100mila euro?

Antonio Cucinotta, direttore dell’Agenzia delle Entrate di Pordenone, ha fatto chiarezza sul perché Luca Schiavon non ha ancora ricevuto indietro i suoi soldi.

Questo ha spiegato che “un evento del genere non è mai capitato e questo non aiuta a dirimere i dubbi procedurali”.

Insomma, l’Agenzia delle Entrate non ha previsto nessun iter di restituzione per le somme versate per sbaglio dai contribuenti. Ed è per questo che Schiavon da circa un mese e mezzo aspetta speranzoso nel rimborso, che purtroppo potrebbe non arrivare mai. Infatti, in questi casi l’iter impone una fideiussione bancaria o assicurativa di almeno tre anni, con un esito che tra l’altro non è neppure scontato.

Ma dall’Agenzia delle Entrate comunque ci tengono a precisare che “nessuno si terrà i soldi del contribuente”, poiché al massimo serviranno per compensare debiti e crediti futuri. Delle dichiarazioni che, se confermate, avrebbero dell’incredibile. Sì perché se consideriamo che l’Iva generata ogni anno dall’agente di commercio è di circa 4mila euro, ci potrebbero volere circa 30 anni per la restituzione totale della somma versata.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate a tal proposito ha dichiarato che purtroppo il “sistema dei rimborsi è standardizzato” e per questo non è possibile interpretarlo. Senza dimenticare che la dichiarazione sul 2016 sarà disponibile solamente dall’anno prossimo, quindi prima di questa data non si potrà confermare la veridicità dell’accaduto.

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