Partner Re: e se Covea ci ripensasse? Exor, operazione si farà

Lo scenario attuale, inimmaginabile fino a qualche settimana fa, potrebbe spingere Covea a rivalutare l’operazione con Exor per l’acquisizione di Partner Re. Il rumor arriva dalla Francia.

Partner Re: e se Covea ci ripensasse? Exor, operazione si farà

Uno scenario decisamente cambiato potrebbe mettere a rischio il passaggio del gruppo di riassicurazione Partner Re da Exor a Covea.

A inizio marzo la holding della famiglia Agnelli ha siglato un memorandum per la vendita del gruppo di riassicurazione alla società francese per di 9 miliardi di dollari. Ora, con un contesto globale inimmaginabile fino a qualche settimana fa, proprio dalla Francia iniziano a circolare i primi dubbi su un possibile ripensamento.

In particolare, a riportare per primo il rumor è stato il quotidiano “Les Echos”, secondo cui la chiusura del deal potrebbe essere a rischio.

Perché l’accordo Exor-Covea potrebbe saltare?

In primo luogo, il deal tra Exor e Covea per la cessione di Partner Re essendo stato formalizzato tramite memorandum non graverebbe, sulla carta, dei vincoli di un vero e proprio contratto.

La seconda criticità è rappresentata dal pagamento “cash”, e non carta contro carta (un opzione che avrebbe incorporato il nuovo scenario).

L’accordo tra Exor e Covea per la cessione di Partner Re potrebbe inoltre saltare nel caso in cui le autorità francesi dovessero rinvenire un indebolimento della struttura di Covea a seguito della chiusura dell’operazione.

Tra le cause che potrebbero far saltare l’intesa non ci dovrebbe invece essere la c.d. clausola MAC (Material Adverse Change).

Cosa è la clausola MAC?

La clausola MAC, traducibile in italiano con “clausola di assenza di effetti sfavorevoli”, non riguarda eventi di forza maggiore o la cosiddetta “hardship”, l’eccessiva onerosità sopravvenuta.

La clausola MAC è legata ad effetti sfavorevoli intervenuti fra il momento dell’accordo e quello del closing. Fornisce all’acquirente il diritto di recesso, o di chiedere la revisione del prezzo, nel caso in cui si verifichi una di queste eventualità:

  • la perdita di un cliente strategico della società target;
  • un inaspettato stravolgimento del settore;
  • un factum principis, che fa crollare la convenienza dell’affare, praticato dall’impresa target;
  • una consistente riduzione di patrimonio tra l’accordo e il closing;
  • la sistematica violazione di garanzie.

Exor-Covea: penale da 175 milioni

A livello ufficiale, non si riscontrano variazioni rispetto a un mese fa. Secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, dal quartier generale di Exor si rileva che “ambedue le società, Exor e Covea, sono fermamente impegnate a perfezionare l’operazione”.

Pochi minuti fa, anche un portavoce di Covea ha confermato che la compagnia assicurativa intende rispettare l’accordo.

Quindi al momento l’ipotesi iniziale, quella del perfezionamento del deal entro la fine del 2020, è da ritenersi quella con maggiori probabilità di successo.

Secondo quanto riportato dalla testata francese, l’interruzione dell’operazione da parte di Covea farebbe scattare una penale da 175 milioni di dollari. Vista l’entità del deal, e alla luce della direzione inattesa che la situazione generale potrebbe prendere, si tratta di un’ipotesi che non è il caso di escludere.

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