Evasione: pubblicati nomi e cognomi di chi non paga le tasse, ecco dove

In Europa vengono pubblicati nomi e cognomi degli evasori fiscali, e importo delle tasse evase. Ecco come vengono smascherati quelli che devono soldi allo Stato

Evasione: pubblicati nomi e cognomi di chi non paga le tasse, ecco dove

Liste con i nomi degli evasori fiscali, pubbliche e consultabili per scoprire chi è in debito con lo Stato e di quanto. In Europa sono 17 su 28 le nazioni che comunicano ai cittadini i nomi degli evasori fiscali, sia in caso di persone fisiche che di società. Questi dati sono al centro di un’inchiesta condotta dal Sole 24 Ore in collaborazione con Led Taxand per fare luce sui governi UE che hanno deciso di “sbattere l’evasore in prima pagina”.

Una pratica definita “name and shame” (nome e vergogna) che prevede, anche letteralmente, di rendere pubblico il nome dell’evasore per farlo vergognare, nella speranza che la disapprovazione della collettività possa costituire un freno all’evasione.

Le liste pubbliche degli evasori fiscali non esistono solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti d’America, dove ben 23 Stati rendono noti i nomi di chi evade le tasse sui siti delle Agenzie delle Entrate e dei Ministeri del Tesoro. A questi si aggiungono l’Australia, il Messico, Nigeria e Uganda.

Evasori fiscali: dove vengono pubblicati i nomi di chi non paga le tasse

Come anticipato, ben 17 Stati europei rendono pubblici i nomi degli evasori fiscali, mettendoli online su siti internet dedicati. Una lunga fila di nomi, con importi dovuti e sanzioni, in alcuni Paesi se si supera una certa soglia di debito con lo Stato, in altri anche per piccolissimi importi.

Ecco la lista dei Paesi in Europa dove i nomi degli evasori fiscali sono pubblici:

  • Bulgaria, sopra i 2500 euro di debito fiscale
  • Croazia, sopra i 2000 euro di debito fiscale
  • Estonia, sopra i 1000 euro di debito fiscale
  • Francia, in caso di condanna
  • Grecia, sopra i 150mila euro di debito fiscale
  • Irlanda, non esiste una soglia minima
  • Lettonia, sopra i 150 euro di debito fiscale
  • Lituania, sopra i 10.000 euro di debito fiscale
  • Malta, in caso di condanna
  • Portogallo, sopra i 7.500 euro di debito fiscale per persone fisiche; sopra i 10.000 euro di debito fiscale per società.
  • Regno Unito, in caso di sanzione di 25.000 sterline in più
  • Repubblica Ceca, solo in caso di evasione dell’IVA
  • Romania, non esiste una soglia minima
  • Slovacchia, sopra i 170 euro di debito fiscale
  • Slovenia, sopra i 5.000 euro di debito fiscale
  • Spagna, sopra i 1 milione di euro di debito fiscale
  • Ungheria, sopra i 30.000 di debito fiscale per le persone fisiche; sopra i 300.000 di debito fiscale per persone giuridiche.

Liste pubbliche evasori fiscali: e in Italia?

In Italia la possibilità di pubblicare i nomi degli evasori fiscali sembra ancora remota. Basti ricordare il caso del 2008, quando Vincenzo Visco, allora viceministro dell’Economia e Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle Entrate, decisero di pubblicare gli elenchi degli stipendi, pensioni e salari percepiti da tutti gli Italiani.

Una mossa all’insegna della “trasparenza” che non durò molto: solo poche ore prima essere obbligata ad un dietrofront dal Garante della privacy.

Di difficile applicazione in Italia, anche se in molti Stati, come Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda e Pakistan, i redditi dei cittadini sono pubblici e consultabili da tutti.

Leggi anche: Evasione fiscale, novità: riforma rimandata. Ecco perché

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3 commenti

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Cristina Ciccarelli • 3 mesi fa

Il garante della privacy italiana dovrebbe tutelare la privacy di chi usa le buone prassi o pratiche e di chi paga le tasse e simili, perché in Italia fanno sempre il contrario? La maggioranza ignora il vero concetto di privacy e lo confonde con il pubblico perché volutamente commettono sempre degli abusi amministrativi, manipolano i dati quindi le informazioni sociali perché è la rete della criminalità organizzata che è vissuta grazie a questi ABUSI, all’indifferenza ed all’omerta’. Come la truffa sulle bollette - fonti energetiche- cd pazze, come la truffa sui contratti di lavoro e quindi sulla contribuzione, come la truffa sulla TARI, come la truffa sulle false invalidità, come la truffa sulle pensioni non dovute, come la truffasui finanziamenti pubblici per l’Alzheimer, per le dipendenze dal gioco d’azzardo, come la truffa sull’amianto, come la truffa delle tante truffe che sono ancora parole tabù, in Italia manca anche un sano dibattito sull’economia -macro e micro- perché non hanno neanche un educazione finanziaria ovvero non sanno gestire il denaro pubblico, fanno solo le cd fette di caciotta, l’occhiolino alle tangenti, agli stupefacenti e soprattutto alla prostituzione.
Dicevano che c’è un ritardo sociale ed un analfabetismo funzionale perché l’Italia non sa ’come, quando e perché’ infatti dei report denunciavano un rischio demenza sociale diffusa perché non sanno sfornare servizi accettabili. Un paese che ha dato spazio alla devianza settaria, che offende, piange, nega e invidia perché il tessuto sociale è sempre stato cd piccolo borghese.

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mariano • 3 mesi fa

....in Italia,se miracolosamente tutti pagassimo le tasse dovute, ad ognuno di noi, l’Italia potrebbe cambiare volto con un «sorriso»a 64 denti e....tutti saremmo FELICI E CONTENTI, CHE NE DITE??’

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mariano • 3 mesi fa

...ce l’ho ricordato 24 ore fa il Presidente della Repubblica : chi non paga le tasse RUBA, poiché sfrutta quanti le tasse le pagano anche per chi le tasse le evadono compresi quelli che si nascondono ,senza pudore alcuno.
Ha tal proposito ho coniato un acronimo (poco pulito,ma molto «vero»!): CESSO = Corruzione-Evasione-Sperperi-Sempre-Ovunque.
Domanda : quando «estirperemo» questo CANCRO, molto nostrano, che continua ad allargarsi, sempre più e senza speranza alcuna di esser sconfitto?

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