L’Europa appesa al filo Brexit: cosa sta succedendo davvero?

Violetta Silvestri

8 Dicembre 2020 - 15:18

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In Europa la questione Brexit resta protagonista assoluta: l’accordo è lontano e il fallimento dei negoziati potrebbe essere l’unico risultato. I 27 Paesi - e i mercati europei - aspettano novità.

L'Europa appesa al filo Brexit: cosa sta succedendo davvero?

Brexit: ultimo atto prima del fallimento? Tutta l’Europa, non solo il Regno Unito, resta appesa al filo di un possibile - ma difficile - accordo prima del 31 dicembre.

A fine 2020, infatti, scade il periodo di transizione e senza un compromesso su come regolare i rapporti tra Londra e Bruxelles potrebbe piombare il caos nel vecchio continente.

Gli aggiornamenti parlano del raggiungimento di un accordo di principio su tutte le questioni relative all’implementazione dell’accordo di recesso. Ciò garantirà che sia pienamente operativo a partire dal primo gennaio, incluso il protocollo sull’Irlanda”.

Questo il tweet del commissario europeo Maros Sefcovic. La nota da Bruxelles ha anche evidenziato che “il Regno Unito ritirerà le clausole 44, 45 e 47 del disegno di legge sul mercato interno del Regno Unito e non introdurrà disposizioni simili nel disegno di legge sulla tassazione”.

Intanto, un viaggio di Boris Johnson a Bruxelles ci sarà nei prossimi giorni nell’ennesimo, e forse davvero ultimo, tentativo di sciogliere i nodi rimasti irrisolti.

Tutta l’Unione Europea e gli stessi mercati finanziari guardano con interesse i negoziati, nella speranza di una schiarita tra i due protagonisti, finora molto distanti e non sempre concilianti.

Cosa sta succedendo, davvero, con la Brexit?

Brexit: ultime ore di negoziato, cosa succede?

Il primo ministro britannico Boris Johnson si recherà a Bruxelles per colloqui urgenti con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, tra i crescenti timori da entrambe le parti che i negoziati commerciali sulla Brexit falliranno.

I due hanno parlato lunedì sera e hanno deciso di incontrarsi dopo aver concluso che un accordo è ancora lontano, nonostante i frenetici tentativi dei loro negoziatori di sbloccare la situazione, in stallo da tempo.

Entrambe le parti sono ancora piuttosto distanti per giungere a un compromesso, con “differenze significative” sui tre temi chiave: diritti di pesca, regole per una concorrenza leale e governance dell’accordo.

Il Regno Unito ha disegnato un quadro molto cupo, avvertendo che i negoziati potrebbero essere diretti al fallimento. Secondo speculazioni, il premier britannico si sarebbe dato ancora 48 ore di tempo per arrivare a un’intesa. Altrimenti, sarà no-deal.

Da Londra, infatti, le voci continuano a ripetere lo stesso ritornello: non ci sono stati progressi tangibili da quando l’atmosfera si è inasprita la scorsa settimana e che ci sono tutte le possibilità che non si raggiunga alcun accordo.

Anche gli europei sono ormai pessimisti, con il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney che ha detto come alcuni Paesi si stiano rassegnando all’idea che il Regno Unito esca dal mercato unico dell’UE e dall’unione doganale senza alcun accordo commerciale, e l’umore nel blocco sta iniziando a spostarsi verso un piano di emergenza.

Non solo, lo stesso compromesso tanto atteso potrebbe essere osteggiato da un fronte interno ai 27 dell’UE. La Francia ha minacciato il veto su un qualsiasi accordo che non difenda abbastanza i diritti di pesca del suo Paese nelle acque britanniche.

Sia il parlamento europeo che quello del Regno Unito devono ratificare qualsiasi accordo prima che il periodo di transizione finisca il 31 dicembre. Altrimenti, Londra sarà fuori dall’Unione senza regole condivise in capitoli chiave, soprattutto economici e commerciali. E questo potrebbe significare caos e svantaggi per l’UE.

Effetto Brexit per i mercati europei?

L’incertezza e il pessimismo legato alla Brexit sta inevitabilmente influenzando anche i mercati finanziari delle principali Borse europee.

Gli indici del vecchio continente, infatti, scambiano al ribasso o poco mossi, non confortati dalle notizie incerte sull’accordo UE-Londra e sulla ripresa economica in post-pandemia.

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