Eurogruppo: Portogallo e Grecia spaventano i vertici UE, è in arrivo una nuova crisi?

Livio Spadaro

12 Febbraio 2016 - 10:45

In Europa si sta discutendo delle delicate situazioni di Grecia e Portogallo. C’è il rischio di aprire una nuova (forse definitiva) crisi all’interno della zona Euro?

Eurogruppo: Portogallo e Grecia spaventano i vertici UE, è in arrivo una nuova crisi?

L’Eurogruppo nella seduta tenutasi ieri ha discusso delle sorti di Portogallo e Grecia, Paesi che sono tornati a dare più di qualche grattacapo ai vertici europei. Nella giornata di oggi si terrà invece l’incontro dei ministri delle Finanze dell’Unione Europea nel quale si continuerà a discutere della prosecuzione delle riforme in Grecia e del budget 2016 del Portogallo.

Dall’Eurogruppo è arrivato un invito al Portogallo di rivedere la bozza del budget presentato a fine Gennaio, con il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble che ha tuonato minaccioso contro il Paese lusitano. L’Europa si deve confrontare con le politiche di austerity imposte nel corso degli anni ai Paesi più in difficoltà della zona Euro, i quali stanno cominciando a lanciare segni di insofferenza alle misure imposte che minano crescita e benessere dei Paesi.

Eurogruppo: preoccupazione dalla situazione di Grecia e Portogallo

L’Eurogruppo ieri si è riunito per discutere delle situazioni di Grecia e Portogallo che stanno dando qualche grattacapo ai vertici dell’Unione Europea. Grecia e Portogallo presentano due situazioni diverse.

Il Paese ellenico deve varare delle riforme essenziali per lo sblocco di tranche di credito pattuite nell’accordo di Luglio, mentre il Portogallo deve rivedere le politiche di budget 2016 presentate a fine Gennaio.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, uno dei più noti falchi dell’Eurozona ha inviato una sorta di minaccia all’indirizzo del Paese lusitano dichiarando che “il Portogallo è caldamente invitato a non turbare ulteriormente i mercati creando l’impressione che qualcuno voglia lasciare il sentiero intrapreso poiché potrebbe rivelarsi molto pericoloso”.

Portogallo e Grecia: spread tra titoli di Stato e bund volano a rialzo

Nervosismo dei mercati che si è visto soprattutto sul mercato obbligazionario (anche sull’azionario con i crolli degli indici di riferimento) di Portogallo e Grecia. Gli spread dei titoli di Stato di questi due Paesi in rapporto al bund tedesco nella seduta di ieri sono schizzati a rialzo.

Lo spread tra titoli di Stato portoghesi e tedeschi è volato a 400 punti base mentre tra quelli ellenenici e bund è salito a oltre 1000 punti base.

I rendimenti dei titoli obbligazionari di Portogallo e Grecia sono saliti vertiginosamente nella seduta di ieri, indicando così che il mercato percepisce l’ombra di una nuova crisi all’interno della zona Euro.

Portogallo: il governo anti-austerity poco propenso a diktat Eurozona

Le situazioni dei due Paesi sotto i riflettori UE sono differenti. Il Portogallo è guidato dal governo socialista di Antonio Costa (soprannominato il Ghandi di Lisbona) il quale è sostenuto da una maggioranza formata da comunisti, verdi e post-trotzkisti tutti molto a sfavore delle politiche di austerity imposte dall’Unione Europea per cercare di ridurre il rapporto deficit/debito pubblico al 2,2% dal 4,4% dell’anno scorso.

La manovra presentata dal governo portoghese all’UE è stata criticata il 5 Febbraio dal consiglio esecutivo europeo che aveva definito la proposta di Lisbona troppo espansiva (Costa vorrebbe aumentare i salari pubblici e ridurre a 4 i giorni lavorativi). Al che Costa insieme al ministro delle Finanze lusitano, l’indipendente Mario Centeno, hanno rimesso mano alla bozza aggiungendo tagli per €850 milioni.

Il problema per l’Europa è che il governo attuale portoghese è fortemente anti-europeista e richieste eccessive di austerity potrebbero aprire una nuova crisi in stile Grecia come quelle viste nell’estate scorsa.

Grecia: la delicata situazione di Tsipras tra migranti e tagli alle pensioni

Parlando proprio del Paese ellenico, Tsipras si sta trovando in una situazione difficile. Il governo del premier ellenico deve varare delle riforme necessarie allo sblocco delle tranche di pagamento dei creditori.

Queste riforme prevedono tagli alle pensioni e aumento di circa il triplo delle tasse per gli agricoltori, con questi ultimi che stanno da giorni bloccando le maggiori vie d’accesso greche.

Per il weekend è prevista una nuova mobilitazione in tutto il Paese da parte di tutte le categorie di lavoratori: dai dipendenti pubblici, ai liberi professionisti fino ai dipendenti privati.

Tutti uniti contro le riforme che la Troika vuole imporre ad un Paese la cui crescita non esiste e che con ogni probabilità non decollerà neanche nei prossimi anni.

Tsipras a questo punto rischia il posto al governo e potrebbe aprirsi così un’instabilità politica che arriva in un momento molto delicato vista anche l’emergenza migranti. In caso di elezioni, non sarebbe sorprendente vedere un aumento delle frange politiche più estremiste, come Alba Dorata, fortemente avverse alle politiche comunitarie.

Europa: è arrivata la resa dei conti tra Paesi del Sud e del Nord?

Anche Renzi sta cominciando a dare segni di insofferenza alle politiche di bilancio imposte dall’Unione Europea mentre in Spagna crescono le quotazioni di Podemos, segno che i Paesi del Sud Europa cominciano a non sopportare più le direttive comunitarie fatte di sacrifici, tagli e austerità.

L’Europa inizia quindi a scricchiolare di nuovo dopo i tumulti di luglio: è possibile che si stia per creare una nuova e definitiva crisi per l’Unione Europea?