Euro tornerà ad essere una valuta rischiosa? La risalita degli spread è più di un campanello d’allarme

Nicola D’Antuono

16 Maggio 2014 - 13:26

Sui mercati finanziari sta ritornando il clima di avversione al rischio, che sta coinvolgendo maggiormente gli asset in euro

Euro tornerà ad essere una valuta rischiosa? La risalita degli spread è più di un campanello d’allarme

La giornata di ieri è stata molto significativa peri mercati finanziari europei, che hanno reagito molto male al dato inferiore alle attese sul pil dell’eurozona ma anche al taglio delle stime di inflazione da parte della BCE, sempre più vicina ad annunciare uno stimolo monetario a giugno. Nell’area euro a crescere è in pratica soltanto la Germania (+0,8%, meglio del previsto), mentre gli altri paesi evidenziano una crescita anemica o addirittura uno scenario di recessione. Il dato più clamoroso è stato quello del pil italiano, tornato negativo (-0,1% t/t e -0,5% a/a) dopo che l’ultimo trimestre dello scorso anno aveva dato qualche speranza di ripresa (+0,1% t/t). Se si toglie la Germania, tutti gli altri paesi dell’eurozona sono in difficoltà.

La Francia, seconda economia dell’area euro, è cresciuta meno delle attese e ora rischia di ripiombare in recessione. Hanno fatto male anche Olanda e Finlandia, oltre a Italia, Portogallo e Grecia. Fuori dall’unione monetaria le cose vanno decisamente meglio. Crescono praticamente tutti e a ritmi elevati: Romania 3,8%, Polonia 3,5%, Ungheria 3,2%, Svezia e Regno Unito +3,1%. Sono tutti paesi che non hanno l’euro. Se si esclude la Germania, l’eurozona sta mostrando uno sconfortante tasso di crescita annuo dello 0,2% mentre i paesi europei che non adottano la moneta unica un robusto +3,1%. La domanda interna fatica a ripartire un po’ dappertutto (tranne sempre che in Germania), per cui se dovessi incagliarsi anche il motore dell’export (che rappresenta il 50% dell’economia dell’eurozona) sarebbero guai seri per l’intera unione monetaria europea.

Difficile pensare che non ci saranno ripercussioni sull’andamento dell’euro, sul quale pende anche l’esito incerto delle elezioni europee del 25 maggio. La crisi dell’euro rischia così di tornare prepotentemente, dopo quasi due anni di fiducia da parte degli investitori internazionali che ora potrebbero mostrare tutta la loro insoddisfazione per le deludenti cifre macroeconomiche dell’eurozona vendendo a mani basse asset denominati nella moneta unica. Un assaggio di ciò che potrebbe succedere nei prossimi mesi c’è stato ieri, quando sono stati venduti titoli di stato e azioni europee con grande intensità. Piazza Affari ha bruciato quasi 18 miliardi di euro di capitalizzazione, mentre lo spread Btp-Bund è tornato sopra 180 punti base. L’euro rischia di tornare una moneta rischiosa e gli spread sovrani potrebbero riprendere la corsa al rialzo, dopo quasi die anni di convergenza dei rendimenti verso i tassi tedeschi.