Euro-disastro: il fallimento dell’economia in Eurozona contro il boom sui dati USA

Cronaca dell’Euro-disastro nell’economia dell’Eurozona contro il rafforzamento dei dati negli Stati Uniti in recupero dal primo trimestre. Il fallimento dell’Unione Europea in ogni disciplina.

A dimostrazione dell’“Euro-disastro” in corso nell’Eurozona, i dati degli Stati Uniti iniziano il recupero una volta passato del tutto il rigidissimo inverno.

  • Salario orario medio mensile a maggio: +0,3% (previsioni +0,2%)
  • Retribuzione statale a maggio: 18,0mila (dato precedente 15,0mila)
  • Buste Paga Manifatturiero a maggio 7,0mila (previsione 5,0mila)
  • Variazione occupazione non agricola a maggio: 280mila (previsione 225mila)
  • Tasso Partecipazione a maggio: 62,9% (dato precedente 62,8%)
  • Libri Paga Non Agricoli Privati a maggio: 262mila (previsione 220mila)
    Anche il dato sulla disoccupazione in miglioramento:
  • Tasso di disoccupazione (Mag) 5,5% (previsione al 5,4%; precedente al 5,4%)

E’ da leggersi in chiave di maggior gente che da non occupata si rivolge agli uffici di collocamento per trovare lavoro (lì si fa così!) e del resto proprio pochi giorni fa abbiamo visto un aumento del Costo unitario della manodopera (primo trimestre) a +6,7% dal +5,9% previsto dagli analisti.

Inoltre, nonostante la chiusura del QE (ottobre 2014), sembra che siano in aumento i prestiti delle banche alle aziende private per investimenti fissi.
Se questi forti segnali saranno continuativi il rialzo dei tassi potrebbe avvenire già in autunno.

L’Eurozona combatterà ancora con una deflazione che è ben lungi dall’essere risolta: nonostante il QE di Draghi (partito in ritardo massimo) i prestiti nell’Eurozona languono, mentre la disoccupazione non mostra segnali confortanti.

I dati di una ripresa inflattiva dei giorni scorsi non arrivano da un incremento generalizzato di richiesta di beni e servizi degli europei; essi scontano soprattutto il rialzo del prezzo del petrolio (+40% dai minimi); in pratica a Bruxelles non interessa in che modo si rialzerà l’inflazione, ma basta che sale e non importa se lo farà per l’aumento dei prezzi del petrolio o per l’aumento dell’attività economica, come se fosse la stessa cosa.

Resta da registrare anche il tracollo subito dai Bund decennali tedeschi (seguiti a ruota da tutti gli altri) che adesso rendono lo 0,84% rispetto al minimo dello 0,185% registrato il 01/03/2015.

Poi a tutto ciò aggiungete la situazione della Grecia che è quanto mai incandescente e vicina a decisioni importantissime.
Tsipras sa benissimo che se accetterà l’austerità imposta dalla trojka alla prossima tornata elettorale Albadorata prenderebbe la maggioranza relativa e prende tempo.

Sembra che sugli scontrini battuti ad Atene sia comparsa un’altra valuta in affiancamento all’Euro: quest’ultimo fatto spiegherebbe anche lo spostamento del rimborso al FMI della tranche da €350 milioni relativa ad uno dei molti prestiti ottenuti dal noto ente di beneficenza.

La situazione è quanto mai incerta ma una cosa appare chiara: le politiche dell’Unione Europea hanno FALLITO in ogni disciplina.

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1 commento

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Anonimo • Giugno 2015

sembra che tutti gli analisti economici siano d’accordo sul fallimento
delle politiche dell Unione Europea , soprattutto sull’insistenza della
austerity a tutti i costi. Mi chiedo allora perché altre nazioni vogliano
entrare a far parte di questo circo ? masochismo ??? necessità di condividere i prestiti del FMI ??? e da dove arrivano tutti i miliardi
erogati nei vari «salvataggi» ????

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