Euro, crollo shock dopo le parole di Draghi. EUR/USD perde più di 200 pip

Nicola D’Antuono

22/10/2015

La BCE è sempre più «colomba» e ora si prepara a lanciare anche il QE2. Il cambio Euro/Dollaro crolla sulle parole di Draghi e si avvicina a 1,11

Euro, crollo shock dopo le parole di Draghi. EUR/USD perde più di 200 pip

Oggi era in programma il tanto atteso meeting della BCE, chiamata a decidere il nuovo livello dei tassi di interesse nell’Eurozona. Il costo del denaro è stato confermato al minimo storico dello 0,05%, con il tasso sui depositi presso l’Eurotower sempre a -0,2%. Tuttavia il governatore Mario Draghi ha annunciato che l’istituto monetario di Francoforte è pronto a rafforzare il piano di quantitative easing già dalla prossima riunione, in quanto l’attuale scenario macroeconomico – fatto di crescita modesta e inflazione intorno allo zero – necessita di misure forti.

La BCE è pronta a fare leva sull’ammontare e la durata degli acquisti di titoli, allo scopo di riportare il tasso di inflazione verso il target di medio periodo del 2% e la crescita economica su livelli più sostenibili. Gli investitori hanno apprezzato tantissimo l’approccio sempre più “dovish” del banchiere italiano, facendo incetta di asset finanziari denominati in euro e vendendo contemporaneamente la valuta sul mercato cash. Le borse europee hanno messo il turbo, segnando rialzi medi superiori al 2%. E’ ancora boom sui titoli di stato: lo spread Btp-Bund è sceso sotto 100 punti base.

Sul forex l’euro è stato inondato dalle vendite, anche perché oltre al rafforzamento del QE a dicembre potrebbe esserci anche un ulteriore haircut sul tasso sui depositi presso la BCE. Il tasso di cambio Euro/Dollaro ha perso più di 200 pip, passando da un top di 1,1350 a poco meno di 1,1130. Attualmente siamo sui minimi intraday, per cui non va escluso un approfondimento bearish nelle prossime ore con perdita del livello di supporto di 1,11. La moneta unica è crollata anche contro yen, sterlina, valute oceaniche ed esotiche. Nelle prossime settimane è atteso un pesante ridimensionamento del valore dell’euro, in quanto ormai gli investitori scontano l’avvio del QE2 (e magari altre misure espansive) entro fine anno.

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