USA: Aetna compra Humana a $37 miliardi. Acquisto record nell’industria sanitaria

Nel clima di merger negli USA per le agenzie di assicurazione sanitaria, Aetna compra Human. Pericolo antitrust nell’industria sanitaria.

Si sa che negli Stati Uniti tutto è più grande. Da adesso, anche le società di assistenza sanitaria possono aspirare a diventare grandi player del mercato. Aetna Inc., la terza compagnia di assistenza sanitaria negli Stati Uniti, ha accettato di comprare la rivale, Humana Inc., per la notevole cifra di 37 miliardi di dollari in contanti e azioni. Si tratta di una cifra record nell’ambito dell’industria sanitaria.

Questa mossa avviene nel bel mezzo del furore orgiastico che sta spingendo le cinque maggiori società di assistenza sanitaria negli Stati Uniti a unirsi in mega-corporazioni.

Domenica, la Cigna Corp. ha rifiutato l’offerta di quasi 50 miliardi di dollari proposta da Anthem Inc., riaprendo le trattative. Ci si aspetta che le cinque - già giganti - aziende si ridurranno in tre compagnie, ognuna dal valore di 100 miliardi di dollari.

Negli ultimi anni le compagnie di assistenza sanitaria hanno assistito ad un aumento del 24% del loro valore azionario e ci si aspetta un aumento ulteriore in futuro.

Il motore che sta dietro a questo clima d’accoppiamento?
L’Affordable Care Act del 2010, meglio conosciuto come Obamacare, e probabilmente l’eredità più significativa di questa presidenza. Infatti, la legge ha lanciato nel mercato delle assicurazioni sanitarie enormi somme di denaro e posti di lavoro.

Gerald Kominski, direttore del centro UCLA per la ricerca sulla politica sanitaria, commenta:

“L’affordable Care Act è a capo di questa ‘merger mania’. Si parla di miliardi di dollari immessi nel sistema, soldi per pagare l’assicurazione”.

A incentivare il tutto, la decisione della Corte Suprema, che la settimana scorsa ha difeso la distribuzione di sussidi statali necessari per milioni di Americani per permettersi l’assistenza sanitaria. Cosa significa? Più clienti per le aziende di assistenza sanitaria e quindi un mercato più grande.

D’accordo.
Gli Stati Uniti sono un paese enorme (circa 32 volte l’Italia) e le aziende assicurative dicono che per poter offrire i loro servizi a un numero crescente di cittadini devono diventare enormi per necessità.

Inoltre, Obamacare richiede anche che gli assicuratori spendano una determinata percentuale in premi per l’assistenza sanitaria, il che mette pressione alle aziende assicurative per ridurre i costi amministrativi, vantaggio ottenibile tramite merger.

Se si aggiunge a questa considerazione il fatto che gli ospedali negli USA hanno avuto lo stesso tipo di fusioni già a partire dal 2011 e rischiano di poter porre prezzi più alti, la presenza di agenzie assicurative più potenti potrebbe offrire un buon contro bilancio. Esse potrebbero infatti costringere gli ospedali a stringere patti che introducano prezzi più bassi ed efficienti.

Tutto questo ha senso e non pochi sarebbero tentati di credere che le aziende sanitarie americane siano semplicemente interessate a portare servizi migliori ai propri clienti. Ma tocca fare altre considerazioni.

Nel comprare Humana, Aetna si è appropriata del secondo mercato più grande di Medicare, servizio offerto agli anziani, di circa 3.2 milioni di persone. Nel frattempo, dal 2013, fino a 17 milioni di Americani hanno acquistato l’assistenza sanitaria e recenti studi hanno dimostrato che il numero di persone che comprano l’assistenza privata si è alzato.

Dunque, se le compagnie di assicurazione sanitaria riescono ad avere numeri maggiori di clienti, a limitare i prezzi in modo tale che facciano concorrenza all’assistenza pubblica e a ridurre la competizione, che cosa abbiamo? Un monopolio.

Uno studio del Wall Street Journal ha rilevato che l’unione tra Humana e Aetna porterà al controllo sul 75% dei clienti Medicare nel sud e nel Midwest e i numeri non sono diversi se si considerano le altre merger.

Il Dipartimento di Giustizia si sta preparando dunque per dare una occhiata a questo cannibalismo societario per vedere se il consolidamento dell’industria possa sopprimere la competizione o portare davvero vantaggi al consumatore.

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