Esercito in strada per vietare gli assembramenti: la novità che fa discutere

Con il nuovo DPCM - atteso tra martedì e mercoledì - più controlli nelle strade: anche i militari impiegati nell’Operazione Strade Sicure potranno essere utilizzati per evitare gli assembramenti e garantire il rispetto dell norme anti COVID-19.

Esercito in strada per vietare gli assembramenti: la novità che fa discutere

Nuovo DPCM atteso per questa settimana: anche i militari saranno impiegati per i controlli nelle strade, vietando gli assembramenti e accertando che i cittadini rispettino le nuove regole.

È questa una delle novità che saranno contenute nel nuovo provvedimento con cui il Governo introdurrà ulteriori restrizioni per contenere i contagi.

Mascherine obbligatorie anche all’aperto e in ogni ora della giornata, coprifuoco per ristoranti e locali notturni e stretta sulle feste private. Ma se da una parte il Governo vuole introdurre nuove regole per limitare i contagi, dall’altra vuole incrementare i controlli sul territorio e per questo motivo potrebbe avvalersi anche del personale militare.

Una novità che ha già riscosso il parere contrario dell’opposizione, con Fratelli d’Italia che ha espresso parere negativo in Commissione Difesa riguardo alla decisione del Governo di richiedere l’intervento dei militari attraverso un provvedimento che non sarà discusso in Parlamento.

Nuovo DPCM: in strada scendono i militari

Con l’introduzione dell’obbligo della mascherina in ogni circostanza c’è il rischio di una multa di 400 euro per i cittadini che non lo rispettano. Saranno le Forze di Polizia ad occuparsi dei controlli e al loro fianco potrebbero essere anche i militari.

A tal proposito, il nuovo DPCM dovrebbe prevedere controlli mirati e pattugliamenti contro gli assembramenti con l’utilizzo anche di militari per il rispetto delle norme, come l’obbligo delle mascherine. Controlli più stringenti su tutto il territorio ed è per questo motivo che nelle ultime ore il capo di gabinetto del Ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, ha inviato una circolare ai prefetti chiedendo loro di adottare tutte le iniziative di propria competenza al fine di limitare il rischio contagio.

Dei controlli se ne occupano le Forze di Polizia, ma la circolare non esclude che le attività di controllo possano essere modulate “con il consueto concorso di operatori delle polizie locali e con l’eventuale ausilio del personale militare appartenente al dispositivo Strade Sicure, nel quadro del pertinente Piano di Impiego”.

Un’indicazione che dovrebbe essere messa nero su bianco con il nuovo DPCM, un provvedimento che però sembra non soddisfare l’opposizione.

Fratelli d’Italia contro la decisione del Governo di utilizzare militari per i controlli

Deputati e senatori di Fratelli d’Italia - Deidda, Ferro, Galantino, Rauti e Petrenga - si sono scagliati in commissione Difesa contro la decisione del Governo di utilizzare il personale militare nelle operazioni di controllo.

Non è tanto la decisione a far discutere, quanto le modalità con cui questa verrà presa: ci si chiede, infatti, il perché estendere il controllo del rispetto delle norme relative alla pandemia ai militari dell’Operazione Strade Sicure con un DPCM, un provvedimento che “ovviamente non prevede alcuna discussione in Parlamento”.

Questi ritengono che ancora una volta il Governo Conte si ricorda dei militari solamente quando si trova in difficoltà; a tal proposito la speranza è perlomeno quella per cui nel DPCM vengano introdotte norme a tutela del loro operato, così da evitare che questi si ritrovino da soli a dover affrontare processi mediatici dopo alcuni interventi.

E sarebbe auspicabile”, continuano questi, “che il Governo si ricordi di convocare la rappresentanza militare per discutere dei prossimi provvedimenti economici, previsto tra l’altro dalla legge, e non sarebbe male vedere l’adeguato e concreto riconoscimento al loro operato non solo con dichiarazioni di facciata ma attraverso fondi e provvedimenti per migliorare le condizioni di lavoro e la loro vita”.

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