Equitalia chiede altri 22 milioni al commercialista che bruciò la cartella esattoriale

Vittoria Patanè

12 Febbraio 2014 - 12:03

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Commercialista in lotta con Equitalia. Il Fisco vuole 22 milioni, lui dal Brasile si dichiara innocente

Non è la prima volta che il Fisco entra nella vita di Mario Pietrangelo, 72enne commercialista di Conegliano (Treviso).

Nel 2013 infatti l’Agenzia delle Entrate gli aveva notificato un accertamento esattoriale per la cifra record di 35 milioni di euro. Il motivo? Mancati versamenti relativi agli anni 2005, 2006, 2007.

Ma lui non si è lasciato intimorire e per tutta risposta si era recato davanti alla sede di Equitalia con tanto di cartella esattoriale in mano e l’aveva bruciata per protestare contro le ingerenze, a suo parere totalmente ingiuste, del Fisco. Un gesto simbolico che aveva suscitato scalpore e attirato le simpatie di molti cittadini che si erano schierati dalla sua parte, forse più per un’avversione nei confronti dell’Erario che per la reale convinzione che il commercialista avesse ragione.

Ma purtroppo per Mario Pietrangelo, il Fisco sembra proprio non volerlo lasciare in pace. Pochi giorni fa è infatti cominciata una nuova battaglia. L’Agenzia delle Entrate di Treviso gli ha notificato un nuovo accertamento per 22 milioni di euro relativi a presunte tasse non pagate nel corso dell’anno fiscale 2008. In particolare l’uomo non avrebbe versato: Irpef, addizionali regionale e comunale e Iva su movimenti bancari in entrata e in uscita pari a 21 milioni 989mila euro.

Pietrangelo, che però ormai vive a San Paolo, in Brasile, continua però a dichiararsi innocente e a scagliarsi contro il sistema fiscale italiano:

«Questo non è un problema mio È un problema grave del sistema fiscale italiano. Ho già dichiarato che i movimenti bancari segnalati per il 2008, come quelli riferiti ai tre anni precedenti, non hanno alcuna connotazione reddituale, e ciò risulta in modo inconfutabile dagli estratti conto che sono stati acquisiti, a patto che vengano interpretati con correttezza.
È tutto regolare non c’è un euro di evasione. Io sono oggi un nullatenente, vivo di pensione. I movimenti in accredito e in addebito contestati, pari entrambi a circa 11 milioni sono smobilizzi patrimoniali, da una parte, e movimenti in uscita per il vizio patologico del gioco di cui soffro».

Questa la ricostruzione del commercialista coneglianese. A voi scegliere da che parte stare.

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