Enel Américas sbarca alla Borsa di New York: al via il rebranding delle società del gruppo

Antonio Atte

03/12/2016

03/12/2016 - 13:27

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Enel Américas, controllata latinoamericana del gruppo Enel, ha ufficialmente fatto il suo debutto a Wall Street. La società riunisce le attività in Argentina, Brasile, Colombia e Perù.

Enel Américas, controllata latinoamericana del gruppo Enel, ha ufficialmente fatto il suo debutto alla Borsa di New York.

Ieri l’amministratore delegato Enel Francesco Starace e il direttore generale di Enel Américas, Luca D’Agnese, hanno suonato la campanella di apertura della seduta di Wall Street in occasione dell’avvio della quotazione della controllata che riunisce le attività in Argentina, Brasile, Colombia e Perù.

Tali attività - nell’ambito della riorganizzazione delle operazioni di Enel in Sud America, durata un anno e mezzo - sono state separate dalle attività in Cile, le quali oggi fanno capo a Enel Chile.

Oltre alla ristrutturazione, il gruppo Enel sta ultimando il processo di ridenominazione e rebranding di tutte le sue società nel mondo per uniformarle sotto una sola identità di gruppo. Insieme ad Enel Américas, anche Enel Chile ed Enel Generación Chile sono quotate a Wall Street.

Enel: rivista la partnership con GE

Recentemente la multinazionale italiana attiva nel settore dell’energia ha rivisto l’accordo con General Electric in relazione alla controllata nordamericana Enel Green Power North America: il piano porterà ad una joint venture paritaria, che consentirà ad Enel di deconsolidare un debito pari a 500 milioni di dollari.

Enel: il piano industriale al 2019

Enel ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con utili in crescita e ricavi in diminuzione, segno che la marginalità è migliorata. Nei giorni scorsi il gruppo ha diffuso il piano industriale 2017/2019 - focalizzato su digitalizzazione e attenzione al cliente - alzando le indicazioni sui dividendi.

Per l’anno 2016 il dividendo minimo sarà pari a 0,18 euro, per il 2017 a 0,21 euro, con un payout che dal 55% del 2016 dovrebbe passare al 65% nel 2017 e al 70% per i due anni successivi.

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