Elon Musk viola il lockdown e minaccia lo Stato della California: ecco perché

Martino Grassi

12/05/2020

27/04/2021 - 16:21

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Elon Musk viola il lockdown e fa ripartire la produzione delle Tesla nel suo stabilimento di Fremont, minacciando lo Stato della California di spostare la produzione in Texas o in Nevada.

Elon Musk viola il lockdown e minaccia lo Stato della California: ecco perché

Elon Musk, il poliedrico imprenditore americano, sfida lo Stato della California e viola il lockdown annunciando di essere pronto a ripartire e riniziare la produzione di Tesla nello stabilimento di Fremont nonostante le misure di contenimento della contea lo vietino.

Dall’inizio della pandemia Musk si è sempre dichiarato contrario al lockdown appellandolo più volte con parole molto dure e definendolo “fascista. Nel corso dello scorso weekend ha pubblicato moltissimi tweet contro le misure di contenimento e in uno di questi ha annunciato che “Tesla sta riavviando la produzione contro le regole della Contea di Alameda. Sarò in linea con tutti gli altri. Se qualcuno deve essere arrestato, chiederò che sia solo io”.

Elon Musk riapre Tesla violando il lockdown

Lo stabilimento che produce i modelli elettrici della nota casa automobilistica ha ricominciato la sua produzione da ieri, come preannunciato dal CEO. L’ira di Musk deriva anche da una precedente causa intentata alla Contea di Alamede, su cui sorge la sua industria, che aveva previsto un ritorno alla normale vita lavorativa a partire dal prossimo 18 maggio.

Lo scorso 9 maggio, Musk aveva presentato un ricorso contro l’ordinanza della Contea, sostenendo che le restrizioni imposte a livello locale non potessero essere più severe rispetto a quelle stabilite dallo Stato della California. Le linee guida federali infatti consentono lo svolgimento delle attività essenziali e tra queste rientra anche la produzione di automobili.

Tesla, 10.000 posti di lavoro a rischio se non si riapre tutto

Musk è particolarmente risentito dallo stop delle produzioni della sua azienda, ormai ferma dal 23 marzo, e vuole ripartire a tutti i costi. Tanto da arrivare addirittura a minacciare lo Stato della California che sposterà lo stabilimento Tesla in Texas o in Neveda.

La battaglia di Musk sembra dunque essersi spostata anche su un piano politico, oltre che economico, dal momento che è l’unica fabbrica di Tesla sul territorio americano e dà lavoro a circa 10mila dipendenti che potrebbero così trovarsi disoccupati.

Oltre a questa preoccupazione si aggiunge anche il fatto che il lockdown sta avendo un forte impatto sui conti di Tesla, che negli ultimi mesi aveva visto una graduale ripresa dopo diversi anni di rosso.

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