Elezioni USA 2020: cosa succede se vince Trump?

Cosa potrebbe succedere in caso di una vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa 2020: gli scenari e le possibili conseguenze per l’Europa.

Elezioni USA 2020: cosa succede se vince Trump?

Scatta l’ora delle elezioni presidenziali che negli Stati Uniti si terranno martedì 3 novembre. Con le urne che Oltreoceano si stanno per aprire è lecito domandarsi cosa potrebbe succedere in caso di un vittoria di Donald Trump.

Anche se i sondaggi vedono il Presidente indietro rispetto allo sfidante dem Joe Biden, tutto dipenderà da chi si aggiudicherà gli Stati considerati in bilico, guai a dare il tycoon per sconfitto visto quello che è accaduto nel 2016.

Secondo una ricostruzione del New York Times, in caso di vittoria bis in queste elezioni uno dei primi provvedimenti di Donald Trump potrebbe essere quello di abbandonare la NATO.

Uno scenario che, secondo gli esperti, sarebbe il più grande cambiamento nello scacchiere geopolitico mondiale da generazioni e che, allo stesso tempo, potrebbe rappresentare una vittoria per Vladimir Putin.

Usa 2020: cosa succede se vince Trump?

Stabdo a questa indiscrezione, l’Europa potrebbe in questo modo perdere la protezione garantita nei 70 anni dalla sottoscrizione del Patto Atlantico e i rapporti tra il vecchio continente e gli Stati Uniti subirebbero un radicale cambiamento.

Come riportato dal quotidiano newyorchese, dal 2018 Trump ha espresso in più di un’occasione la volontà di ritirarsi dalla NATO. Se dovesse battere Biden il prossimo novembre, potrebbe convincersi definitivamente a compiere questo passo.

In una recente intervista, John R. Bolton, ex consigliere della sicurezza nazionale di Trump, ha quindi ipotizzato che il presidente americano potrebbe annunciare il ritiro dall’Organizzazione internazionale ad ottobre, poco prima delle elezioni, per convincere i cittadini ad affidargli il nuovo incarico.

D’altronde, negli anni della sua presidenza, in più di un’occasione Trump ha rimproverato agli alleati europei di fornire una scarsa partecipazione alle risorse comuni, esortandoli a stanziare almeno il 2% del proprio PIL, come gli stessi Stati Uniti e solo altri 8 Paesi attualmente fanno.

L’inquilino della Casa Bianca aveva quindi minacciato che non sarebbe corso in difesa delle nazioni che avessero mancato tale obiettivo di spesa.

A queste promesse Trump aveva dato seguito annunciando lo scorso luglio il ritiro di 12.000 truppe americane presenti in Germania, uno dei centri nevralgici dell’alleanza.

Al momento i diplomatici europei hanno deciso di non commentare ufficialmente un’ipotesi del genere per non rischiare di esacerbare gli animi.

Tuttavia, in alcune dichiarazioni off the record è stato espresso il timore che una seconda vittoria di Trump alle presidenziali americane metterebbe l’Europa in un nuovo stato di emergenza.

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